Turismo delle radici, l'esempio virtuoso di Verona

Verona

Source: Getty Images/Fabian Meseberg/EyeEm

Con il graduale aumento dei flussi turistici, le amministrazioni locali italiane stanno cominciando a puntare sul "turismo delle radici", ovvero il ritorno degli emigrati all'estero nei rispettivi paesi di origine per passare un periodo di vacanza.


Dopo due anni di pandemia, sono molti gli amministratori locali, provinciali e regionali italiani che stanno pensando ad un rilancio turistico dei rispettivi territori.


Punti chiave

  • Il turismo delle radici ha come target principali gli emigrati italiani di qualsiasi generazione
  • Secondo l'ENIT, sono circa 80 milioni le persone che rientrano in questo gruppo
  • Il comune di Verona ha iniziato a pensare ad iniziative dedicate a questo tipo di turista

Recentemente, ha cominciato a farsi strada il concetto di "turismo delle radici", vale a dire un’offerta turistica che ha come target principale l'emigrato italiano all’estero, ma anche colui che all'estero è nato e cresciuto ma che mantengono un contatto con le proprie radici italiane.

"Secondo stime dell ENIT, c'è un altro popolo italiano fuori dall'Italia, circa 80 milioni di persone con radici italiane che possono costituire un target turistico di rilievo", afferma ai microfoni di SBS Italian Riccardo Giumelli, professore di sociologia all'università di Verona.

Il turista delle radici si differenzia dal turista classico in diversi aspetti.

"Si tratta di un turismo particolare, non è certamente un turismo di massa, ma un turismo che può tornare nei piccoli borghi e diventare un turismo sostenibile", continua il Professor Giumelli.

Il comune di Verona è stato tra i primi in Italia a riconoscere la potenzialità di questo mercato, con l'amministrazione comunale che ha deciso di investire nel turismo di ritorno.

"Fare turismo significa fare accoglienza, ed il comune di Verona ha riconosciuto l'opportunità posta dal turista di rientro prediligendolo come turista lento, un turista consapevole, che vuole davvero conoscere il territorio".

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Per questo motivo l'amministrazione comunale ha intavolato una discussione per rendere davvero speciale il soggiorno del turista delle radici.

"Innanzitutto abbiamo identificato quali sono le criticità, come per esempio la difficoltà nell'accedere ai registri religiosi per scoprire dove si sono sposati i propri nonni", spiega l'assessore Toffali.

"Tra le altre iniziative avevamo anche pensato alla presentazione di una pergamena, o la creazione di un piccolo passaporto su cui il turista può fare affiggere i vari timbri una volta che visita i diversi luoghi".

Potete riascoltare la nostra intervista al professor Giumelli e all'assessore Toffali qui:

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