Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato apertamente dei bombardamenti sulle città ucraine come di una vendetta per l’esplosione che sabato 8 ottobre ha danneggiato il ponte che collega la Russia alla Crimea, d'importanza strategica per il rifornimento dell’esercito del Cremlino.
La diversa modalità degli ultimi attacchi, che sembrano sempre più concentrati su edifici e luoghi frequentati dalla popolazione civile, ha diffuso la paura di un'escalation del conflitto.

"La Russia si trova in difficoltà sulla guerra convenzionale, consumata sul terreno ucraino, e il rischio maggiore, aggravatosi negli ultimi venti giorni, è che si arrivi all'utilizzo del nucleare", ha dichiarato il giornalista Giuseppe D'Amato ai microfoni di SBS Italian.
Il G7 ha convocato una riunione straordinaria, alla quale è intervenuto anche il presidente ucraino Zelensky.
"I leader del mondo avevano necessità di riconfermare il proprio sostegno a Kiev e, durante la sessione straordinaria, è stata confermata la fornitura di nuove armi, così come l'invio di truppe per addestrare i militari ucraini all'utilizzo di artiglieria sofisticata", racconta D'Amato.
La svolta di queste ore è che gli occidentali si sono decisi a fornire le armi che fino ad ora erano state promesse ma mai consegnate.Giuseppe D'Amato
Nelle ultime ore è arrivata anche la dichiarazione del presidente bielorusso Lukashenko, che ha accusato l'Ucraina di voler preparare un attacco contro il suo Paese e ha annunciato che Minsk schiererà le sue truppe insieme a quelle russe in caso di minacce.
"Bisogna ricordare che il conflitto è partito il 24 febbraio con un attacco lanciato da Mosca in territorio bielorusso, la posizione di Lukashenko dunque è stata ben chiara fin dall'inizio", ha continuato il corrispondente esperto di questioni che riguardano l'area dell'ex Unione Sovietica.
Il rischio è la possibilità che le truppe di Minsk si uniscano alle forze militari del Cremlino, partecipando all'operazione speciale e alla mobilitazione in atto, aprendo un nuovo fronte del conflitto.
"Oggi fortunatamente siamo solo alla fase delle dichiarazioni che serviranno ad accordi diplomatici, non a quella dell'azione", conclude D'Amato.
Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha dichiarato, nelle ultime ore, che la Russia è pronta a considerare un'eventuale proposta d'incontro tra Putin e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in occasione del G20 di novembre in Indonesia.
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