Dopo 20 anni di esperienza nel settore delle energie rinnovabili in Italia, la Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative (F.E.R.A.) nel 2019 è approdata in Australia e ha da poco ottenuto la prima autorizzazione a realizzare un parco eolico a Wombelano, nel Victoria.
“Si tratta di un parco piccolino per gli standard australiani: sono sette macchine [pale eoliche]. In Italia la media è tra 7 e 10 macchine; qui si parla di numeri da 10 volte tanto, ma si tratta del primo grande successo per l’azienda in Australia”, spiega Giulia Canavero, Environmental and Quality Manager di F.E.R.A..
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Il parco produrrà energia per 50mila abitazioni, considerando che il consumo di elettricità nella case australiane è il doppio rispetto all’Italia, spiega Canavero.
“Le pale eoliche sono alte 150-180 metri da terra, con un diametro di 160 metri e riescono a dare una quantità di energia molto consistente, ovvero 6-7 megawatt l’una".
Il parco eolico a Wombelano produrrà energia pulita equivalente a piantare 280mila alberi.
“L’impatto ambientale di un parco eolico è molto piccolo: si tratta della base delle pale eoliche. Il resto del terreno può essere sfruttato per allevamento o agricoltura, ottimizzando le risorse del suolo. Quello che non manca in Australia è il vento”.
“Poi, avere la produzione vicino al consumo è sempre la cosa migliore", prosegue.
"Il grande problema in Australia è la rete elettrica: diversamente dall’Europa, dove è una rete consolidata, qui la rete non è stabile. Tanti piccoli paesi in Australia vivono dei blackout, quindi incrementare parchi eolici renderebbe la rete più stabile e migliorerebbe il sistema”, spiega Canavero.

Nonostante si tratti di energia pulita, lo sviluppo di parchi eolici incontra ancora resistenza, a causa dell’impatto visivo delle pale sul territorio.
“La sensibilità è cambiata dagli inizi, c’è più cultura. La gente sa che le pale non inquinano, ma come in Italia anche qui c’è un po’ la sindrome NIMBY [Not In My Back Yard]: chiunque vive un territorio ne è affezionato e non vuole vedere cambiamenti”, spiega Canavero.
Mentre in Europa si tratta di una presenza consolidata, in Australia si è cominciato a parlare di rinnovabili in tempi più recenti, eppure gli obiettivi per la transizione energetica sono altrettanto ambiziosi: il Paese punta al raggiungimento dell’82% dell’energia prodotta da fonti rinnovanili entro il 2030.
L’azienda italiana che ha impianti eolici, biogas e mini-idroelettrici in Liguria, Toscana, Abruzzo e Sicilia ha anche l'obiettivo di costruire una pala eolica nel porto di Melbourne.
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