Questo sabato verrà chiesto agli australiani - tramite un referendum - se vorranno o meno cambiare la costituzione per inserire la cosiddetta Voce aborigena in Parlamento.
La Voce, se approvata, sarà un organo indipendente e rappresentativo dei popoli delle Prime Nazioni, con il quale i governi si dovranno consultare su tematiche riguardanti i popoli aborigeni e dello Stretto di Torres.
Ma come si stanno avvicinando al voto le comunità indigene?

Veronica Olivetto ha trascorso un anno e mezzo ad Aurukun, nella penisola di Cape York, finendo per diventare parte della famiglia aborigena che la ospitava.
Aurukun si affaccia sul Golfo di Carpentaria, nella parte settentrionale del Queensland, e conta poco più di 1200 abitanti, il 90% dei quali indigeni.

Veronica ha parlato con la sua "famiglia acquisita" indigena e con gli abitanti di Aurukun per capire come in quel paese ci si stia avvicinando al voto e quali siano le problematiche fondamentali per gli aborigeni.
Ascolta la sua intervista cliccando il tasto 'play' in alto
Tra le sue fonti, di cui ha riportato il pensiero in italiano, c'è anche Keri Tamwoy, sindaca di Aurukun e "sorella acquisita" di Veronica.
La mamma di Keri, Alison Wolla, è stata la prima donna sindaco di Aurukun e una degli attivisti della popolazione WIK, che sfidarono il governo per i diritti della terra negli anni ‘90.
Le altre voci nel servizio sono di Alan Brown - co-chair dell'Aboriginal Advisory Committee della City of Darebin a nord di Melbourne - che sostiene le ragioni del NO, e di Muriel Bamblett - Yorta Yorta e Dja Dja Wurrung, CEO di VACCA (Victorian Aboriginal Child Care Agency) e presidentessa di SNAICC, un organismo che rappresenta i minori e i servizi alle famiglie aborigene e isolane dello Stretto di Torres a livello nazionale - che invece è a favore del SI.
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