Le elezioni parlamentari del fine settimana sono state lette come un indicatore del consenso nei confronti di Vladimir Putin e della guerra in Ucraina.
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Domenica si sono chiuse le urne in Russia dopo tre giorni di voto, sia ai seggi sia in modalità elettronica.
I risultati definitivi delle elezioni non saranno resi noti prima del 25 settembre, ma secondo i dati preliminari della Commissione elettorale centrale il partito “Russia Unita” – che sostiene Putin – è in testa con quasi il 60% dei voti e il 95% delle schede scrutinate.
L'unico partito registrato che si opponeva pubblicamente alla guerra, il partito liberale Yabloko, è stato escluso dalle elezioni il mese scorso da una decisione della Corte Suprema russa.
Intanto durante il terzo giorno di voto, la zona intorno a Mosca è stata colpita da quello che il sindaco di Mosca Sobyanin ha definito un attacco "senza precedenti" dall'Ucraina, con oltre 1.600 droni lanciati contro la Russia, secondo diverse stime.
Gli attacchi hanno provocato almeno tre morti e cinque feriti nella regione di Mosca. È stata inoltre colpita una raffineria di petrolio vicino alla capitale russa, mentre centinaia di droni venivano abbattuti.
Ascolta l'analisi delle elezioni del giornalista esperto dell'area ex-sovietica Giuseppe D'Amato cliccando sul tasto "play" in alto
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