Ne parliamo con Stefano Piziali, responsabile dei programmi in Europa e Italia e di Advocacy di WeWorld GVC Onlus.
Introdotto nel 2015, il WeWorld Index misura la qualità della vita di 171 Paesi del mondo attraverso indicatori economici e sociali che analizzano le condizioni dei soggetti più a rischio di esclusione come bambini, adolescenti e donne.
Da quando è stata introdotta questa misurazione, l'Italia - che paga un ritardo a causa delle difficoltà di donne e giovani nel mondo del lavoro - è leggermenta scesa in graduatoria al 27mo posto, pur rimanendo tra i Paesi cosiddetti "a sufficiente inclusione".
L'Australia vive una situazione leggermente migliore e secondo questo rapporto della Onlus WeWorld-GVC si assesta al 17mo posto, ma rimane molto distante dalle nazioni leader: Norvegia, Islanda, Svezia e Danimarca.





