La Professoressa Lucia Sorbera, che dirige il Dipartimento di studi arabi dell'Università di Sydney, parla della differenza tra percezione e realtà quando si parla di mondo musulmano.
Ogni qualvolta si verifichi un attacco definito come "legato al terrorismo" o si sia in presenza di una crisi internazionale, i riflettori vengono puntati sulle minoranze e in particolare sulle comunità musulmane.
Secondo la docente di studi arabi dell'Università di Sydney Lucia Sorbera, la percezione del mondo musulmano da parte della popolazione in generale dipende dal modo in cui viene condotta la narrativa pubblica su Medio Oriente, arabi islamici e musulmani. Una narrativa che risulta spesso essere episodica e principalmente focalizzata su crisi e generalizzazioni.
Infatti, mentre l'Islam è percepito come un mondo monolitico, è in realtà un universo caleidoscopico e sfaccettato, formato da una costellazione di diversi gruppi, comunità e approcci individuali e personali.
Gli attacchi terroristici vengono effettuati a livello globale da individui musulmani e non musulmani, sia maschi che femmine. Il problema è che quando una persona musulmana è responsabile di un fatto di sangue, la narrativa dell'episodio è incentrata esclusivamente sulla sua affiliazione religiosa e questo originerebbe una percezione negativa da parte della popolazione.
Ascolta l'intervista con Lucia Sorbera nell'audio-player sotto il titolo.




