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Venezia, dall'alta alla bassa marea

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Due mesi fa a Venezia l'acqua raggiunse il livello massimo, oggi molti canali sono vuoti per la bassa marea.

Solo lo scorso novembre in tutto il mondo si parlava dell'acqua alta che a Venezia aveva raggiunto livelli estremi, molti ricorderanno che il 12 novembre si è toccato il record storico di 187 cm slm.

Ma in questo momento la città è alle prese con il fenomeno opposto, ovvero l'acqua bassa, detto anche le "seche dea Befana" in dialetto veneziano, cioè le basse maree che si verificano a inizio gennaio.

In questo caso la bassa marea ha toccato anche i -45 centimetri, verificatesi nella la giornata dell'11 gennaio alle 18.45, secondo quanto riportato dal sito del comune di Venezia.

La situazione rende i canali della laguna impossibili da navigare in certi momenti della giornata per le tradizionali gondole e per la città intera che per muoversi è abituata a farlo attraverso i canali.

AP Photo/Luigi Costantini
AP

Venezia si era ritrovata in ginocchio mercoledì 13 novembre a causa di due giorni consecutivi di inondazioni e dopo che il livello dell'acqua alta aveva raggiunto i 187 centimetri, il più alto dal record del 1966, causando danni significativi ad edifici iconici come la Basilica di San Marco.

Secondo il dott. Luigi Cavaleri, oceanografo di origine veneziana ed ex presidente dell'Istituto di Studi Marini del CNR, il livello dei mari su scala globale sta aumentando di 3,5 millimetri ogni anno, mentre allo stesso tempo la città di Venezia sta lentamente sprofondando di 1 o 2 mm ogni anno, in quanto è costruita su giacimenti sedimentari geologici.

MARCO SABADIN/AFP via Getty Images
AFP

I fenomeni globali come i cambiamenti climatici e l'innalzamento del livello dei mari hanno il potenziale di provocare effetti potenzialmente catastrofici per la città nel lungo periodo, facendola lentamente "affondare" rispetto al livello del mare. 

In passato nel 2008 l’acqua arrivò a -83 centimetri, mentre due anni fa si registrò un -66. Le zone maggiormente colpite dall'acqua bassa sono i sestieri di San Polo e Santa Croce, riferisce l’amministrazione veneziana.

MARCO SABADIN/AFP via Getty Images
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