Più di 4 milioni di persone in Australia vivono con una disabilità, si tratta della più grande minoranza nel Paese.
Durante la pandemia, si stima che circa un terzo delle persone con disabilità non sia stato in grado di accedere a servizi di assistenza essenziale perché la maggior parte dei centri sono stati chiusi, lasciando ancora più isolate e vulnerabili le persone che convivono quotidianamente con le difficoltà di una disabilità.
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Milparinka, una organizzazione no profit che si occupa di supporto alle persone con vari gradi e condizioni fisiche e mentali, è una delle pochissime realtà in Australia a rimanere aperta durante il lockdown.
“Abbiamo cercato di mantenere aperta la relazione con le persone e le loro famiglie. Ad esempio, un genitore via telefono mi raccontava quanto era frustante perla figlia non poter andare in piscina e come questo stava creando grandi problemi comportamentali alla figlia, che hanno impattato poi tutta la famiglia”, ha raccontato a SBS Italian Giovanni Giordano, Consulente della Comunicazione e Partecipazione per Milparinka.
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Tra le risorse sviluppate dall’associazione per le famiglie e i propri assistiti durante la pandemia, Giordano ha lavorato alla creazione di ‘social stories’, ovvero racconti per immagini realizzati con fotografie e simboli.
“Noi abbiamo applicato una grande creatività: per esempio, per la ragazza che non riusciva a capire i motivi per cui non si poteva andare in piscina, abbiamo fatto un piccolo video per spiegare la situazione. Il video ha funzionato, per fortuna”.
Ma anche altre realtà australiane si sono mosse durante la pandemia: KeyBord Sign Australia ha creato video di persone che utilizzano il linguaggio dei segni, Easy English Victoria ha creato booklet utilizzando un linguaggio semplificato.
“A Milparinka crediamo che le persone con disabilità abbiano diverse opportunità e vivano ai margini più perché la società non è pronta ad accoglierli e dare pari opportunità a chi si muove diversamente, a chi ha bisogno di qualcuno vicino per stare al lavoro o ha bisogno di utilizzare supporti elettronici per comunicare”.
Ascolta l'intervista a Giovanni Giordano di Milparinka:
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