Artefatti aborigeni "gettati via" negli anni '90, le ultime notizie dal mondo dell'arte

pilbara

Marandoo iron ore mine, from Mount Bruce, in area excised from Karijini National Park, Pilbara region, Western Australia. Source: Auscape/Universal Images Group via Getty Images

Dall'emergere della distruzione di opere d’arte aborigene in Western Australia negli anni '90 al caso del quadro sparito dalla Pinacoteca di Bari, Andrea Candiani di Blackart projects ci aggiorna sugli ultimi sviluppi nel mondo dell'arte.


In Western Australia, i proprietari tradizionali aborigeni hanno deciso di interrompere ogni discussione con i rappresentanti di Rio Tinto "fino a quando la compagia stessa non dimostrerà la propria serietà nel voler modernizzare la propria visione nei concordati con i traditional owners," racconta Candiani, critico e direttore di Blackart projects. 

Questo è avvenuto due settimane dopo che la compagnia Rio Tinto è stata accusata di avere permesso che centinaia di artefatti culturali aborigeni, che erano stati salvati durante gli scavi per la costruzione della miniera di Marandoo nel Pilbara in Western Australia negli anni '90, fossero distrutti qualche anno dopo.  

In Italia è sparita un’opera d’arte dalla Pinacoteca metropolitana Corrado Giaquinto di Bari, che aveva appena riaperto al pubblico dopo la pandemia.

Si tratta di un quadro di Silvestro Lega dal titolo "L’Arno a Rovezzano", dal valore di 60.000 euro.

Lo scorso giugno a Hong Kong è stata sospesa la proiezione del documentario dal titolo "Taiwan Equal Love" accusato di mettere in pericolo la sicurezza nazionale per i temi trattati.

Dopo questi aggiornamenti il critico e direttore di blackartprokects ci invita ad una riflessione e chiede: “Cosa vogliamo che rappresenti l’arte?"

"Qualcosa che ci aiuti a riflettere e che ci indichi contro chi combattere oppure vogliamo che sia solo un piacere decorativo per gli occhi, senza disturbare troppo il cervello?”.

Ascolta l'intervento di Andrea Candiani:

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti. 

Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.

Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus

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