"La nostra economia è in ostaggio degli eventi in Medio Oriente", ha dichiarato il Ministro del Tesoro Chalmers a tre settimane dalla presentazione della legge di bilancio per l'anno finanziario che verrà. Il punto del Professor Tani.
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Il conflitto in Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz stanno mettendo a dura prova le economie di molti Stati, e l'Australia non è indenne.
Secondo la NAB, l’economia australiana ha il 50% di probabilità di entrare in recessione entro la fine dell’anno. Ma a preoccupare di più gli addetti ai lavori è al momento la “stagflazione”, cioè la combinazione di stagnazione economica (PIL fermo) e inflazione.
"Abbiamo più debito rispetto ai due shock precedenti della grande crisi finanziaria e del Covid", ha commentato il Professor Massimiliano Tani, professore di finanza alla UNSW di Canberra, "e quindi meno 'lingotti' in cassaforte per resistere all'urto".
"Ma c'è un però: abbiamo più popolazione, la possibilità di continuare ad avere attività economica - cosa che non succedeva nel Covid - e la desiderabilità dell'Australia continua a essere elevata", ha aggiunto Tani.
Le carte per superare la crisi le abbiamo in manoMassimiliano Tani
Questi venti di crisi soffiano in un momento poco propizio per il Ministro del Tesoro Chalmers, che tra tre settimane presenterà il Budget.
Tra le voci che si rincorrono la più condivisa è quella che vedrebbe Chalmers tornare agli anni '80 per risolvere il problema della capital gain tax.
"Alla fine del millennio scorso Peter Costello cambiò il sistema precedente di Paul King", ha spiegato Tani.
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