Alzi la mano chi fino a due anni fa usava locuzioni come misure restrittive e distanziamento sociale o aveva dimestichezza con termini come sanificazione e lockdown.
Le mascherine erano un accessorio per il personale sanitario, utile al massimo per gli abitanti delle megalopoli asiatiche o per qualche turista zelante.
Punti chiave
- Melbourne ha toccato quota 245 giorni (non consecutivi) di lockdown
- Superata Buenos Aires, la capitale del Victoria oggi diventa la città al mondo più a lungo alle prese con i provvedimenti restrittivi
- La prima misura di questo tipo è stata imposta il 30 marzo 2020.
- Da allora, i lockdown sono stati sei e il più lungo è durato 111 giorni
Espressioni e abitudini che sono entrate nella nostra quotidianità con la stessa rapidità con la quale il COVID ha stravolto le nostre vite e le nostre attività.
Soprattutto quelle dei cittadini di Melbourne, che più di tutti hanno pagato il prezzo della pandemia. Come conferma un dato: la capitale del Victoria ha superato quota 245 giorni in lockdown, più di qualsiasi altra città al mondo.

Il primo provvedimento di questo tipo è stato assunto 553 giorni fa, il 30 marzo del 2020, quando i positivi al coronavirus erano stati 46.
Quel primo lockdown – che andava di pari passo con provvedimenti analoghi in tutto il mondo – è durato 43 giorni per concludersi alla mezzanotte del 12 maggio, quando i casi giornalieri erano scesi a 5.
Dopo un periodo di tranquillità, nel quale in Europa si tornava alla normalità, l’impennata di contagi in coincidenza con l’arrivo della stagione fredda ha sottoposto Melbourne al lockdown più lungo e duro.
Un confinamento durato 111 giorni, tra l’8 luglio e il 27 ottobre 2020, e archiviato solo dopo che per 30 giorni consecutivi le autorità del Victoria non hanno registrato nuovi contagi.

Una parentesi che da una parte ha dimostrato la resilienza dei melbourniani, ma dall’altra ha contribuito a creare la Grande Illusione che il virus potesse essere eradicato, tenuto fuori dai confini nazionali attraverso la strategia dell'eliminazione, e che l'idea di raggiungere zero contagi non fosse un’utopia ma un obiettivo realistico.
Tant’è che nel febbraio scorso sono bastati cinque casi positivi (e le polemiche per il corridoio offerto ai tennisti arrivati down under per gli Australian Open) per spingere il premier Daniel Andrews a disporre un nuovo mini-lockdown di cinque giorni.
Il cosiddetto circuit-breaker, imposto nel tentativo di spezzare la catena dei contagi.
Una situazione simile a quella verificatasi a fine maggio 2021, con il quarto lockdown durato di 14 giorni, e di nuovo metà luglio, con il quinto lockdown di 12 giorni.

Infine, con la diffusione della variante delta e con l’ultima impennata – questa sì – dei casi, il 5 agosto 2021 le autorità statali del Victoria hanno deciso di imporre l'ennesimo lockdown.
Un provvedimento che nelle intenzioni del governo Andrews sarebbe dovuto durare pochi giorni e che invece prosegue ininterrottamente da due mesi, durante i quali i contagi sono passata da 6 a 1400 al giorno.
Nonostante il sesto lockdown della serie.
Ad onor del vero, la definizione di lockdown potrebbe prestarsi a interpretazioni.
Le misure restrittive di un anno fa, quando a Melbourne si poteva uscire di casa solo per la spesa e per l’attività fisica, non ci si poteva spingere oltre il raggio di 5 chilometri dalla propria abitazione e alle 9 di sera scattava il coprifuoco, erano molto più rigide di quelle attualmente in vigore.
I contagi hanno raggiunto livelli record, ma l'81% degli abitanti dello Stato ha ricevuto la prima dose
Altrettanto vero è che dopo un anno e mezzo alle prese con le misure straordinarie per contenere il COVID, anche i cittadini della capitale del Victoria mostrano un'insofferenza crescente nei confronti delle regole.
Il che spiega anche perché i contagi si siano impennati e perché negli ultimi giorni Melbourne abbia registrato picchi mai visti, con punte fino a quasi 1500 nuovi casi al giorno.

Le stesse autorità statali, da una parte hanno hanno provato a mettere un freno ai comportamenti contrari alle leggi di pubblica sicurezza (comminando multe, mostrando i muscoli di fronte alle manifestazioni di protesta e prolungando gli stay-at-home orders), ma dall'altra hanno invitato a gran voce i cittadini a vaccinarsi.
Con risultati apprezzabili, visto che la scorsa settimana il Victoria ha superato quota 50% della popolazione completamente immunizzata e l'81% degli abitanti ha ricevuto almeno la prima dose del vaccino.
In tutto questo, Melbourne ha superato Buenos Aires per numero di giorni alle prese con il lockdown.
E quella che per sette anni consecutivi è stata nominata la città più vivibile del pianeta, adesso può appuntarsi al petto un’altra medaglia virtuale. Della quale, però, sono in pochi ad andare fieri.
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