Da Fabrizio Carmignani, il cui papà era il vice di Arrigo Sacchi, a Gaetano Melita del Milan Club di Sydney fino a Massimiliano Rodella, ex compagno di scuola di Paolo Maldini: ecco alcuni ricordi legati al leggendario capitano del Milan, scomparso prematuramente all'età di 66 anni.
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Franco Baresi si è spento venerdì scorso a Rozzano, dopo una malattia durata poco più di un anno. Originario di Travagliato, in provincia di Brescia, Baresi è stato il capitano del Milan per quindici anni, dal 1982 fino al ritiro del 1997.
719 le presenze in rossonero, con cui ha vinto sei campionati, tre Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali più tre Supercoppe Europee e altrettante Supercoppe Italiane.
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Oggi a Milano si terranno i funerali presso la basilica di Sant'Ambrogio a Milano: ci sarà tutto il suo Milan, quello di Ancelotti, Maldini, dei tre olandesi. Ci saranno i rivali di sempre, che si stringeranno attorno alla famiglia per rendere omaggio al calciatore ma soprattutto, come si evince dalle centinaia di messaggi di cordoglio di chi in campo l'ha affrontato, l'uomo Franco Baresi. Non ci sarà il Milan di oggi, quello di Ruben Amorim, che si trova proprio qui in Australia, a Perth, dove domani giocherà il derby contro l'Inter.
Ci sarà il suo allenatore Arrigo Sacchi, che per ricordarlo ha comprato una pagina della Gazzetta dello Sport in cui campeggiava la scritta "c'è solo un capitano", e che come vice allenatore, per molti anni, ha avuto Pietro Carmignani.
Fabrizio, figlio di Pietro, vive in Australia da molti anni e ha condiviso con noi alcuni aneddoti relativi a Baresi.
"Il suo incredibile rispetto per le persone e i ruoli era noto a tutti, e mio padre non fu da meno. Papà era il vice di Sacchi durante i Mondiali del 1994, e Baresi li visse quasi tutti fuori dal campo a causa di un infortunio al ginocchio", ha spiegato Carmignani.
"Mi ricordo che negli ottavi di finale giocavamo contro la Nigeria, e a cinque minuti dalla fine stavamo perdendo uno a zero", ricorda il figlio di "Gedeone": "Sacchi continuava a predicare calma e voleva che gli Azzurri continuassero a seguire i suoi schemi e a giocare un calcio manovrato. Franco non era d'accordo ma lo fece notare con grande rispetto, andando da mio padre e sussurrandogli il suo punto di vista ma senza urlare e rispettando la gerarchia".
No Gede, dì ai ragazzi di buttare la palla in area, dobbiamo pareggiare!Franco Baresi a Pietro Carmignani durante Italia-Nigeria del 1994
Massimiliano ci ha invece raccontato di un dettaglio nella gioventù di Paolo Maldini, colui che da Baresi ereditò la fascia di capitano nel 1997 e la portò al braccio per altri 12 anni. Nel suo post in ricordo di Baresi, Maldini ha sottolineato: "Mi hai protetto da piccolo".
Massimiliano era in classe di Maldini al liceo, e fu proprio il futuro capitano di Milan e Nazionale a raccontargli quell'episodio.
"Maldini giocava nelle giovanili, e al tempo il venerdì qualche giovane si allenava con la prima squadra per preparare la partita. In quegli anni, una delle stelle di quel Milan era Giuseppe Incocciati, talentuoso ma una testa calda", ha raccontato Massimiliano.
"Ebbene, Maldini lo marcò talmente bene in partitella che Incocciati perse la testa e gli fece un'entrataccia. Gerets (al tempo capitano del Belgio in forza al Milan) e Baresi si fiondarono su Incocciati, e Baresi lo prese per la maglia minacciandolo di non ripetere mai più una cosa del genere altrimenti nelle partitelle successive lo avrebbe marcato lui", ha concluso Massimiliano.
Infine, Gaetano Melita, presidente del Milan Club di Sydney, ci ha raccontato della sua amicizia fraterna con Daniele Massaro: "L'anno scorso siamo andati a trovare Baresi, e mi ricordo una presenza magnetica: poche parole, bastava lo sguardo".
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