Si è spenta a 78 anni una delle italiane più coinvolte nella lotta per i diritti civili. Dai nostri archivi, le analisi di esperti e addetti ai lavori sull'importanza delle battaglie combattute dalla storica leader radicale in più di cinquant'anni.
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Se n'è andata ieri Emma Bonino: la storica figura-simbolo delle lotte per i diritti civili aveva 78 anni.
Nei giorni scorsi era stata ricoverata d'urgenza in codice rosso per una crisi respiratoria: per otto anni aveva convissuto con un tumore al polmone, da cui si era dichiarata guarita nel 2023.
Cordoglio unanime da politica e società civile per la paladina dei diritti civili, che ha lottato per più di cinquant'anni per la libertà di scelta non solo delle italiane e degli italiani ma anche per gli ultimi di tutto il mondo.
Dalla lotta per legalizzare l'aborto a quella per combattere la mutilazione genitale femminile fino al diritto all'eutanasia: con la Bonino se ne va un personaggio che, come espresso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota del Quirinale, era "un punto di riferimento non soltanto in Italia: il suo impegno contro la fame nel mondo, contro la pena di morte, per il Tribunale penale internazionale sono stati motivi di orgoglio per la Repubblica", ha concluso la nota presidenziale.
In questo servizio ripercorriamo brevemente la carriera di attivista e di politica della Bonino grazie ai contributi -dai nostri archivi- del co-direttore del Tackling Hate Lab associato alla Deakin University Matteo Vergani e del docente di Storia Moderna all'Università Tor Vergata Miguel Gotor.
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