Gli attacchi reciproci tra israeliani e palestinesi potrebbero degenerare in una vera e propria guerra simile a quella del 2014. L'ONU e gli Stati Uniti tornano a proporre la soluzione dei due stati.
L'escalation delle violenze in Medio Oriente
- Le possibili espansioni da parte israeliana nel quartiere arabo di Sheick Jarrah a Gerusalemme avevano suscitato le ire dei palestinesi, che si sono scontrati nei giorni scorsi con le forze di polizia israeliane nei luoghi più sacri della Città Santa
- Lanci di razzi da parte di Hamas sono poi iniziati da Gaza, con intere comunità nello stato ebraico a cercare riparo nei rifugi antiaerei
- In risposta, Israele ha inviato 80 velivoli per bombardare Gaza
Le vittime degli attacchi dei giorni scorsi sarebbero già 56 a Gaza e 6 in Israele.
Un livello di tensione simile non lo si vedeva dal 2014, da quella che le forze israeliane avevano chiamato l'Operazione Margine Di Protezione: due mesi di lotte che causarono ben oltre 2000 vittime, un conteggio sul quale Israele e Palestina non hanno mai trovato un accordo.
Cresce la preoccupazione internazionale e rimane particolarmente attesa la presa di posizione degli Stati Uniti, con l’amministrazione di Joe Biden ad affrontare decisioni difficili, dopo che la presidenza Trump aveva assicurato un sostegno incondizionato ad Israele.
Giampiero Gramaglia, giornalista esperto di questioni statunitensi, ha sottolineato ai microfoni di SBS Italian come i governi democratici statunitensi fatichino spesso a bilanciare le critiche verso gli eccessi di autodifesa di Israele e la difesa dei diritti dello stato ebraico di proteggere la sicurezza dei suoi cittadini.
Ascolta l’intervento completo di Giampiero Gramaglia
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