"Al di là del definibile": il resoconto di Medici Senza Frontiere a Gaza

Doctors Without Borders/Medecins Sans Frontieres (MSF) Gaza Vigil at UN

La dottoressa Africa Stewart, presidente di Medici Senza Frontiere negli Stati Uniti (MSF-USA), fa un discorso ad una manifestazione di fronte all'edificio delle Nazioni Unite a New York il 6 dicembre 2023. (Sara Kerens/AP Images for Doctors Without Borders/Médecins Sans Frontières (MSF)-USA) Credit: Sara Kerens/AP

La vice presidente di Medici Senza Frontiere in Italia racconta la situazione nella Striscia di Gaza con gli occhi di chi sta sostenendo una popolazione allo stremo.


"L'altro giorno abbiamo parlato con una dottoressa che stava in un ospedale non particolarmente grande che ci ha detto: 'Noi abbiamo solo paracetamolo - la tachipirina per intenderci - ibuprofene, che è un antinfiammatorio, e delle garze, non abbiamo nient'altro'... Io credo che la farmacia domiciliare di ciascuno di noi sia più fornita di così", racconta ai microfoni di SBS Italian la Dottoressa Elda Baggio.

La professoressa all'Università di Verona e vice presidente di Medici Senza Frontiere in Italia descrive la situazione nella Striscia di Gaza, dove i volontari dell'associazione umanitaria lavorano sotto i bombardamenti che hanno colpito anche gli ospedali.

Ascolta l'intervista cliccando sul tasto 'play' in alto

Sono 2 milioni e 200mila gli abitanti nella Striscia di Gaza; si tratta della zona a più alta densità abitativa del mondo.

Sono privi di mezzi di sussistenza e sotto i bombardamenti, racconta Baggio. "Manca l'acqua potabile, la benzina, l'elettricità. La vita di chi non è malato, non è ferito è comunque difficilissima".

E in ospedale la maggior parte dei pazienti non sopravvivono, spiega la dottoressa.

"Mancano le incubatrici perché non hanno l'elettricità che le fa funzionare".

"I pazienti di prima sono senza cure. A questi si aggiungono i migliaia di pazienti, molti dei quali muoiono all'arrivo in ospedale, vuoi per la gravità delle ferite o perché non abbiamo niente da dare. Non ci sono anestetici per operare; non ci sono antidolorifici", racconta.

Nella sua carriera di volontaria per MSF e non solo, la Dottoressa Baggio ha lavorato anche in Siria, Iraq, Congo e Yemen. Nel 2018, ha prestato soccorso ai palestinesi feriti durante "marcia del ritorno".

Ma nessuna di queste esperienze, ci ha raccontato, è paragonabile al conflitto in corso tra Israele e Hamas.

Medici Senza Frontiere è stata insignita del Premio Nobel per la pace nel 1999 per il suo operato nel mondo.

Questa escalation è l’ultima di un lungo conflitto tra Hamas e Israele.

Hamas è un gruppo politico e militare palestinese che ha accresciuto il suo potere nella Striscia di Gaza dalla sua vittoria alle elezioni politiche del 2006.

L’obiettivo dichiarato di Hamas è la formazione di uno Stato palestinese, a cui si unisce il rifiuto di riconoscere il diritto all’esistenza di Israele.

Hamas nel suo complesso è stata dichiarata un’organizzazione terroristica da diversi Paesi, tra cui l’Australia, il Canada, Il Regno Unito e gli Stati Uniti.

In alcuni Paesi solo l’ala militante è stata dichiarata gruppo terrorista.

L’ONU invece non ha condannato Hamas nella sua totalità come organizzazione terroristica, a causa della mancanza di sostegno della maggioranza degli Stati membri durante una votazione nel 2018.

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