In evidenza:
- Jovanotti apre il suo nuovo tour mondiale da Brisbane e Adelaide
- Classe 1966, Lorenzo Cherubini, aka Jovanotti, ha esordito negli anni '80
- Il suo ultimo album Niuiorcherubini (Brooklyn Studio - Jova Session 25) è uscito il 20 novembre 2025
Il celeberrimo cantante italiano Jovanotti, ormai lo saprete senz'altro, sta per arrivare in Australia per due sole date che aprono il nuovo tour, L'Arca di Loré: sarà al Queensland Performing Arts Centre di Brisbane il 5 marzo e poi al WOMADelaide il 6 marzo.
Due occasioni per vedere sul palco Jova, come ormai molti lo chiamano, durante le quali, promette il cantante, ci sarà modo di ascoltare brani vecchi e nuovi.
"Anche io quando canto le mie canzoni di tanti anni fa, è come se tornassi in quel momento. Sento proprio che la musica mi trasporta nel tempo, come in un film di fantascienza, come una macchina del tempo. E questo è un miracolo che compie la musica, che nessun'altra forma d'arte riesce a compiere in maniera così evidente", spiega Jovanotti al microfono di SBS Italian.
"Le canzoni sono una cosa che sta dentro tre minuti, per cui la impari, te la porti dietro per tutta la vita, la depositi nel tuo cuore, e lì rimane. E se poi ha rappresentato un momento bello o anche un momento doloroso, o anche un momento difficile della tua vita, una canzone continua ad avere quella forza lì", aggiunge.
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È bello partire proprio dagli antipodi, no? Almeno facciamo proprio il giro del mondoJovanotti a proposito del suo nuovo tour
Dagli esordi negli anni '80 ad oggi, Jovanotti è rimasto sulla breccia dell'onda cambiando pelle più volte, senza timore di cimentarsi con generi diversi.
"Mi piace la sfida con me stesso, soprattutto, mi piace tentare strade nuove e mi piace anche quella sensazione di grande incertezza e di curiosità che c'è rispetto a una canzone", spiega. "Se io fossi sicuro che una canzone esce e magari ripete il successo di una canzone precedente, non mi piacerebbe neanche tanto questo lavoro".
Il posto dove sto meglio al mondo è il palcoJovanotti
Jovanotti racconta anche di essere già passato dall'Australia in precedenza, e di avere avuto più volte occasioni di conoscere connazionali in giro per il mondo, anche durante gli anni trascorsi a New York.
"Mi colpisce il fatto che gli italiani all'estero sono ottimi, si fanno valere, sono molto amati, nei posti di lavoro sono sempre molto affidabili, nei luoghi dove hanno responsabilità riescono a dare il meglio. Gli italiani sono versatili, sono intelligenti, sono simpatici nel senso proprio ancestrale e, come dire, nel significato originario della parola, ovvero entrano in sintonia con gli altri", commenta.

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