AGGIORNAMENTO DEL 20 DICEMBRE, 2023
L'Australia è diventata il primo Paese al mondo ad annunciare il divieto di utilizzo delle cosidette pietre ingegnerizzate, in seguito all'aumento delle malattie polmonari connesse alla lavorazione di questo materiale inventato in Italia.
Il bando, che prenderà piede a partire dal 1 luglio del 2024, è stato approvato mercoledì scorso all'unanimità da Commonwealth, Stati e Territori.
La decisione segue le pressioni di dottori e comunità verso il divieto totale del prodotto, che dal 2015 ha causato quasi 600 casi di silicosi su 4000 impiegati nel settore.
Le cosidette "engineered stones", in italiano si chiamano ‘pietre ingegnerizzate’ o 'pietre composite', sono formate da quarzo e una resina legante.
La sua lavorazione è rischiosa per la salute: dal 2015 in poi sono stati centinaia i casi di persone che si sono ammalate di silicosi.
Lo scorso febbraio il problema era stato messo alla luce al grande pubblico con un'inchiesta realizzato dal Sydney Morning Herald e 60 Minutes e noi di SBS Italian avevamo realizzato un servizio per spiegare i problemi dietro l'utilizzo di questo materiale.
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23 FEBBRAIO 2023
I ministri statali e federali della sicurezza sul luogo di lavoro la prossima settimana si riuniranno per decidere se bandire o meno dall'Australia le cosidette "engineered stones", che in italiano si chiama 'pietra composita', formata da quarzo e una resina legante.
I was given between five and eight years to live. I think it's disgusting that we as a first world modern country are facing another issue as bad.Kyle Goodwin, marmista
Inventata dalla ditta italiana Breton negli anni '60, il prodotto ha molti usi, tra cui quello più comune come base nei piani cucina.
La sua lavorazione in certe condizioni è rischiosa per la salute: il primo caso di silicosi in Australia è stato riportato nel 2015, e da allora sono stati diagnsticati quasi 600 casi su 4000 impiegati nel settore.
La silicosi è una malattia polmonare che viene causata dall'inalazione della silice cristallina, ed è una patologia incurabile e irreversibile.
La silice cristallina si trova ad oltre il 90% nelle 'pietre composte' ed in misura minore nelle pietre di origine naturale.
Si prevede che se non venissero adottate misure cautelative, nei prossimi 50 anni 100mila lavoratori del settore potrebbero prendere la silicosi, tanto che la malattia è stata ribattezzata dai media "l'asbesto del 2000".
Secondo quanto dichiarato a SBS Italian da Samuele Tosi, managing director in Australia di Breton, i rischi dovuti all'inalazione di silice cristallina sono ben noti nell'industria, e sono stati esacerbati dal mancato rispetto delle procedure.

L'Assistente segretario della A-C-T-U Liam O'Brien ha lanciato il campanello d'allarme: se non si intraprenderanno azioni decise, potrebbero esserci fino a 100mila casi di silicosi in Australia nei prossimi 50 anni.
I sindacati stanno chiedendo l'introduzione di misure di protezione per i lavoratri più stringenti ed il bando totale dei prodotti in pietra composita.
Il ministro Tony Burke ha dichiarato che verranno prese in considerazione tutte le ipotesi, mentre il segretario nazionale del CFMEU Zach Smith ha minacciato che,in caso di risultati negativi, i sindacati bandiranno il prodotto a partire dal 2024.
The science is clear cut. Engineered stone is killing workers . There is no safe level of exposure to engineered stone. It's the asbestos of the 2020s.CFMEU National Secretary Zach Smith
L'affermazione che non sia possibile lavorare le pietre composite in modo sicuro viene però contestata da Samuele Tosi, che ha raccontato a SBS Italian come la sua ditta abbia brevettato un nuovo materiale che non produce silice cristallina, in commercio dallo scorso anno.
Clicca sul tasto 'play' in alto per ascoltare il servizio.
L'industria in Australia è a conoscenza dei prodotti più sicuri, afferma Tosi, ma la loro introduzione viene rallentata dagli alti costi legati all'acquisto e all'aggiornamento degli impianti da parte dei produttori.
Nota: Nell'audio per errore il nome di Samuele Tosi è stato cambiato in Tolli. Ci scusiamo con il diretto interessato e gli ascoltatori.
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