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Aperta a Brescia la mostra dell'artista dissidente cinese Badiucao

Badicuao La Cina non e vicina

Source: Courtesy of Museo di Santa Giulia Brescia

Ha aperto a Brescia la prima personale dell'artista cinese, ma residente in Australia, Badiucao. L'inaugurazione è avvenuta nonostante le pressioni dell'ambasciata cinese in Italia.


Badiucao è un artista cinese che ormai da qualche anno vive in Australia, Paese in cui si è rifugiato a causa delle sue posizioni fortemente critiche nei confronti del governo di Pechino.


Punti chiave

  • La mostra "La Cina non è vicina" ha aperto i battenti al Museo Santa Giulia di Brescia
  • Si tratta della prima personale dell'artista dissidente cinese Badiucao
  • La mostra è stata inaugurata nonostante il tentativo del governo di Pechino di bloccarla

Negli scorsi anni infatti, Badiucao si è fatto conoscere sulla scena internazionale grazie alle sue opere che spesso dipingono in maniera grottesca e cruda i protagonisti della vita politica cinese, come il presidente Xi Jinping, o fatti di cronaca, come l'arresto di decine di attivisti durante le proteste ad Hong Kong.

Elettra Stamboulis, curatrice dell'esibizione "La Cina non è vicina", racconta che il momento di svolta per l'artista è arrivato guardando un documentario sulle proteste di piazza Tienanmen.

"Questo documentario segna un cambiamento radicale in cui lui decide che il mondo dell'arte sarebbe diventato il suo pane", afferma Stamboulis.

Nonostante i mezzi di informazione lo abbiano ribattezzato il Banksy cinese, Elettra non è d'accordo con questa caratterizzazione.

"Il nome è stato dato dai media per semplificare un concetto, ma sono poco le cose che accomunano i due artisti".

Sono molti i temi che vengono toccati da questa esibizione, dal trattamento della minoranza degli Uiguri, al Covid-19, passando per Hong Kong. Secondo Elettra Stamboulis però c'è un filo conduttore.

"Il filo conduttore di tutti i lavori di Badiucao è la libertà individuale, la libertà di espressione e la libertà di parola".

Nonostante la mostra sia stata accolta positivamente dal pubblico italiano, il governo cinese avrebbe tentato di bloccarne la sua inaugurazione.

"La pressione ricevuta dalle autorità cinesi è stata enorme", racconta Stamboulis.

"Immaginatevi il governo del Paese più popoloso del mondo che tramite la sua ambasciata scrive al sindaco di una città dicendogli che i lavori in esposizione sono menzogne".

Nonostante questo, il sindaco ha deciso di proseguire con l'inaugurazione della mostra che rimarrà aperta fino al prossimo 13 febbraio.

Potete riascoltare la nostra intervista ad Elettra Stamboulis, curatrice dell'esibizione "La Cina non è vicina" qui:

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