Uno studio cinese prevede il collasso del sistema sanitario con le misure occidentali

Epidemic prevention and control staff wearing protective suits guard an entrance to a residential neighbourhood in Beijing.

Epidemic prevention and control staff wearing protective suits guard an entrance to a residential neighbourhood in Beijing. Source: AAP Image/EPA/STRINGER

Secondo uno studio, la Cina si troverebbe di fronte a oltre 630mila di casi di COVID-19 al giorno se decidesse di abbandonare le sue politiche di tolleranza zero verso i contagi.


Il Chinese Centre for Disease Control and Prevention ha pubblicato nel fine settimana un rapporto che mette a confronto i dati di agosto riguardanti il COVID-19 di Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Francia e Israele.

Questo mentre gli effetti della variante Omicron sono ancora tutti da valutare: Pechino ha adottato una linea simile a quella australiana, con uno stop di due settimane alle riaperture previste come quella tra la terraferma e Hong Kong, che sarebbe dovuta iniziare nei prossimi giorni.

Il giornalista da Pechino Gabriele Battaglia racconta a SBS Italian cosa rivelano i numeri presenti nel rapporto.

Le persone in Australia devono stare ad almeno 1,5 metri di distanza dagli altri. Controllate le restrizioni del vostro stato per verificare i limiti imposti sugli assembramenti. 

Se avete sintomi da raffreddore o influenza, state a casa e richiedete di sottoporvi ad un test chiamando telefonicamente il vostro medico, oppure contattate la hotline nazionale per le informazioni sul Coronavirus al numero 1800 020 080.

Notizie e informazioni sono disponibili in 63 lingue all'indirizzo www.sbs.com.au/coronavirus


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