In dialetto siciliano il termine arripizzari significa rammendare, dunque cucire nel senso di ricucire, aggiustare qualcosa, sanare. Un compito che, nella mitologia, è sempre stato affidato alle donne, chiamate a fare da collante e a sanare le ferite.
L'antologia offre una visione variegata delle esperienze femminili, con autrici provenienti da diverse generazioni, culture e stili di scrittura.
Alma Daddario, scrittrice, giornalista e autrice teatrale, sottolinea l'importanza di questa diversità, affermando che "è stato un un voler mettere insieme vari modi di vedere la realtà".
Ascolta l'intervista a Daddario cliccando sul tasto 'play' in alto

Nonostante le storie siano molto diverse tra loro, si avverte un filo rosso, una partitura condivisa che le rende assonanti.
"L'intento era quello di mostrare delle diversità, degli sguardi diversi sia per quello che riguarda il messaggio, sia a livello stilistico, per dare un panorama che fosse un pochino più eterogeneo del solito", continua Daddario.
La ricucitura emotiva è quello che guida la penna delle quattordici autrici e il rammendo avviene attraverso ricordi, attraverso rotture o attraverso perdite.
Ogni racconto tesse la sua tela e ogni racconto potrebbe essere un monologo da mettere in scena, spiega Daddario.
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook, X e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.




