Russia-Ucraina: conclusi i colloqui di pace ad Abu Dhabi

United Arab Emirates: Russia, USA, Ukraine hold trilateral talks in Abu Dhabi

I negoziatori di Russia, Ucraina e Stati Uniti si sono riuniti presso la capitale degli Emirat Arabi Uniti. Credit: The UAE Ministry of Foreign Affairs Press Office/Sipa USA/AAP Image

Si sono da poco conclusi ad Abu Dhabi due giorni di colloqui di pace tra Russia e Ucraina, nell’ambito di un'iniziativa diplomatica guidata dagli Stati Uniti.


Mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio si sono tenuti ad Abu Dhabi colloqui di pace tra Russia e Ucraina, sotto l’egida degli Stati Uniti.

Ma cosa è stato discusso e con quali esiti? Secondo il giornalista ed esperto di questioni russe Giuseppe D'Amato, è possibile trarre alcune conclusioni parzialmente positive.

"Fondamentalmente si cercava di avvicinare le posizioni fra le parti e in parte ci si è riusciti, anche perché si è concluso questo trilaterale con la decisione di rilasciare 314 prigionieri. Nei giorni scorsi c'è stata poi la riconsegna dei resti di militari morti e quindi diciamo che le parti stanno cercando di dialogare".

Questi progressi non significano però necessariamente la prossimità di un accordo per la cessazione del conflitto. Come ha spiegato D’Amato, la situazione attuale è complessa e si sviluppa su molteplici livelli: da quello geostrategico a quello geopolitico, fino a quello economico.

L'accordo sarà complessivo, perché americani e russi, storicamente, quando trattano, non trattano mai di una singola questione, ma mettono sul piatto tutte le questioni possibili e immaginabili.
Giuseppe D'amato, giornalista e storico.

Tra queste figura il New START, l'ultimo trattato di controllo degli armamenti nucleari ancora in vigore tra Stati Uniti e Russia, la cui scadenza era prevista proprio per il 5 febbraio. Giuseppe D'Amato ha spiegato che il trattato è stato esteso per altri sei mesi e che un eventuale accordo sulla limitazione degli armamenti rappresenterebbe un problema maggiore per la Cina che per Russia e Stati Uniti.

"La Cina non vuole firmare o entrare in un nuovo accordo per la limitazione degli armamenti nucleari, perché sta cercando di colmare il gap rispetto ai russi e agli americani".

Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di stare lavorando alla ripresa dei colloqui diretti tra Europa e Russia sull'Ucraina. Anche in questo caso, spiega D'Amato, la decisione è il risultato dei molteplici livelli su cui si articola l’attuale scenario.

"Gli americani e la NATO trattano a livello militare; gli europei a livello economico e finanziario", prosegue il giornalista. "E probabilmente vuol dire che nella trattativa stiamo arrivando al discorso degli asset, un discorso fondamentale perché si tratta dei soldi per la ricostruzione dell'Ucraina, o anche dei territori che in questo momento sono sotto controllo russo in Ucraina".

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