Sabato scorso 3 gennaio il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati catturati dalle forze militari statunitensi a Caracas.
Circa 80 persone sono state uccise nell’operazione, l'intervento più esplicito nella politica sudamericana da parte di Washington dall’invasione di Panama nel 1989.
“In Venezuela comandiamo noi”, ha detto il presidente Donald Trump, mentre il deposto Maduro proclamava la sua innocenza in un tribunale di New York.
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Intanto in Venezuela da una parte sta aumentando la repressione alla ricerca dei responsabili dell’invasione statunitense, e dall’altra la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha iniziato ad utilizzare un linguaggio decisamente più collaborativo verso Washington e l’amministrazione Trump.
Il giornalista Estefano Tamburrini, collaboratore dei quotidiani Avvenire e Il Fatto Quotidiano, racconta ai microfoni di SBS Italian di un Paese dilaniato da un'inflazione vicina al 600 per cento, la cui popolazione sta vivendo questa crisi "con prudenza, la gente ha imparato a non fidarsi".
La priorità di Trump sembra tutta rivolta al recuperare "il suo petrolio", mentre la democrazia per ora dovrà attendere.Estefano Tamburrini, giornalista
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