Epstein files, milioni di documenti pubblicati ma ne mancano ancora molti

A document that was included in the U.S. Department of Justice release of the Jeffrey Epstein files is photographed Sunday, Feb. 1, 2026, shows the report when Epstein was taken into custody on July 6, 2019.

Un documento incluso nella pubblicazione dei file di Jeffrey Epstein da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, fotografato domenica 1° febbraio 2026, mostra il rapporto del 6 luglio 2019, giorno in cui Epstein venne arrestato. Source: AP / Jon Elswick/AP/AAP Photos

Venerdì scorso 30 gennaio sono stati pubblicati altri 3 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 foto, con circa sei settimane di ritardo rispetto alla scadenza prevista. Nonostante l’imponente mole di materiale che è stato reso pubblico, ci sarebbero oltre 2 milioni di file mancanti.


Nei giorni scorsi si è tornati a parlare dei documenti legati a Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo con conoscenze ai più alti livelli della politica.

Una seconda tranche di documenti è stata pubblicata, con il nome del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che compare centinaia di volte.

Allo stesso tempo, Bill e Hillary Clinton dovranno nei prossimi giorni rispondere di oltraggio al Congresso dopo essersi rifiutati a testimoniare in merito ai loro legami con Epstein.

La tesi delle vittime è che la mancata pubblicazione di tutta la documentazione finisce per giovare ai responsabili e quindi penalizzare loro, le vittime.
Giampiero Gramaglia, giornalista

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