Venerdì scorso 30 gennaio sono stati pubblicati altri 3 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 foto, con circa sei settimane di ritardo rispetto alla scadenza prevista. Nonostante l’imponente mole di materiale che è stato reso pubblico, ci sarebbero oltre 2 milioni di file mancanti.
Nei giorni scorsi si è tornati a parlare dei documenti legati a Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo con conoscenze ai più alti livelli della politica.
Una seconda tranche di documenti è stata pubblicata, con il nome del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che compare centinaia di volte.
Allo stesso tempo, Bill e Hillary Clinton dovranno nei prossimi giorni rispondere di oltraggio al Congresso dopo essersi rifiutati a testimoniare in merito ai loro legami con Epstein.
La tesi delle vittime è che la mancata pubblicazione di tutta la documentazione finisce per giovare ai responsabili e quindi penalizzare loro, le vittime.Giampiero Gramaglia, giornalista
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