Oltre il referendum sulla Voce in Parlamento: risultati e sfide per i popoli delle Prime Nazioni

La Premier del Victoria Jacinta Allan insieme alla ministra per il Trattato Natalie Hutchins e i presidenti della First Peoples Assembly Ngarra Murray e Rueben Berg alla firma del documento sul Trattato alla Government House a Melbourne.

La Premier del Victoria Jacinta Allan insieme alla ministra per il Trattato Natalie Hutchins e i presidenti della First Peoples Assembly Ngarra Murray e Rueben Berg alla firma del documento sul Trattato alla Government House a Melbourne. Credit: JUSTIN MCMANUS/AAPIMAGE

A più di due anni dal fallimento del referendum sulla Voce in Parlamento, avvenuto il 14 ottobre del 2023, l'attenzione nazionale si è spostata sui trattati e sull'emancipazione economica.


Oltre due anni fa, il fallimento del referendum per la creazione della cosiddetta Voce aborigena in Parlamento non fece che sottolineare la spaccatura all'interno del Paese, e da quella data, il 14 ottobre del 2023, l'attenzione nazionale si è spostata dal referendum ai trattati e all'emancipazione economica.

In tutto il New South Wales, Victoria, South Australia e Queensland sono in corso processi processi a livello dei singoli Stati per garantire che gli aborigeni e gli isolani dello Stretto di Torres abbiano voce in capitolo nel processo decisionale del governo.

Ascolta l'analisi del professore di diritto costituzionale della University of the Sunshine Coast Alessandro Pelizzon cliccando sul tasto "play"

A ottobre, il Victoria è diventato il primo Stato ad approvare una legge che apre la strada a un trattato con i popoli indigeni.

Lo Statewide Treaty Act istituisce il Gellung Warl, un organo eletto democraticamente che deve essere consultato sulle leggi e sulle politiche che riguardano le comunità indigene.

L'opposizione del Victoria ha promesso di abolire la storica legge sul trattato entro 100 giorni se vincerà le elezioni nel 2026, impegnandosi invece a creare un nuovo dipartimento per le Prime Nazioni.

VICTORIA INDIGENOUS TREATY BILL
I presidenti della First Peoples Assembly Ngarra Murray e Rueben Berg al parlamento del Victoria. Source: AAP / JAMES ROSS/AAPIMAGE

Dal punto di vista economico, al Garma Festival dello scorso agosto, il primo ministro Anthony Albanese ha annunciato che il suo governo intende concentrarsi su quello che ha chiamato “empowerment economico”.

L'iniziativa è sostenuta attraverso il finanziamento del cosiddetto “TAFE mobile” a favore delle organizzazioni Native Title, per garantire accordi migliori ai proprietari tradizionali e 70 milioni di dollari per la realizzazione di progetti di energia pulita.

A settembre invece è stato formalizzato alla Camera del Parlamento dal tesoriere Jim Chalmers e dal ministro per gli indigeni australiani l'accordo di partenariato economico delle First Nations.

L'accordo stanzia 16,9 milioni di dollari per promuovere l'autodeterminazione, l'equità e la prosperità generazionale attraverso nuove riforme politiche.

Ma negli oltre due anni trascorsi dal referendum sulla Voce in Parlamento del 14 ottobre 2023 ci sono stati anche dei passi indietro, con l'abolizione in Queensland dell'inchiesta statale Truth Telling and Healing.

In base a un nuovo accordo stipulato in seguito, 17 sindaci delle Prime Nazioni avranno ora accesso diretto ai ministri, fornendo consulenza al gabinetto su questioni chiave che riguardano le loro comunità.

Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am. 

Seguici su Facebook Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui


Share
Download our apps
SBS Audio
SBS On Demand

Listen to our podcasts
Independent news and stories connecting you to life in Australia and Italian-speaking Australians.
Have you tried the Ugly Ducklings of Italian Cuisine? Listen for a fresh portrait of Italian food.
Get the latest with our exclusive in-language podcasts on your favourite podcast apps.

Watch on SBS
SBS Italian News

SBS Italian News

Watch it onDemand