"Credo sia importante sottolineare le parole di Blase J. Cupich, l'Arcivescovo di Chicago, il quale si è detto disgustato da come la Casa Bianca stia raccontando questa guerra come se fosse un videogioco", commenta il giornalista Giampiero Gramaglia.
"Se a queste parole associamo il silenzio di J.D. Vance, che da sempre è portavoce di quella destra ultrareligiosa che non vuole morti americani in conflitti al di fuori dei confini, viene fuori un dissenso crescente, che però non è supportato dai deputati repubblicani che continuano a votare in favore del capo", ha aggiunto Gramaglia.
Gramaglia ha anche affrontato il malcontento del Presidente Trump di fronte alla nomina di Mojtaba Khamenei, il figlio prediletto del defunto leader supremo Ali che è stato ufficialmente nominato suo erede: "Trump lo aveva definito un incompetente, e aveva dichiarato di volere un successore più malleabile con Washington: direi che non è stato accontentato", ha commentato Gramaglia, che ha anche parlato dei rapporti tesi di Trump con gran parte dei leader occidentali.
"Ha maltrattato Starmer, messo il becco nelle questioni australiane: ma oltre a questo, non va d'accordo con Macron e tanto meno con Sanchez", ha spiegato Gramaglia.
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