Il blocco aereo nell’area del Golfo Persico è una situazione particolarmente delicata, perché molti itinerari tra Australia e Italia transitano proprio dagli hub situati in quella zona.
Questo significa che chi è diretto in Italia o rientra in Australia rischia cancellazioni, lunghi ritardi o deviazioni verso scali alternativi in Asia o in Europa.
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Attraverso Smartraveller, il sito ufficiale del governo australiano che fornisce consigli di viaggio e avvisi di sicurezza, si raccomanda di non viaggiare nella maggior parte dei Paesi del Medio Oriente, inclusi Emirati Arabi Uniti, Qatar e Israele, e si invita a rivalutare la necessità di recarsi in Giordania, Oman e Arabia Saudita.
Nella notte tra il 28 febbraio e il 1° marzo, anche l’area dell’aeroporto di Dubai - snodo cruciale per i voli tra Australia e Italia - ha risentito degli effetti di un attacco iraniano con missili e droni.
A Dubai vivono molto italiani, tra cui Fabrizio Coco: "Io quella sera ero al lavoro e ho realizzato quanto stava accadendo solo in un secondo momento. È stata una notte lunga, si sentivano i botti nel cielo", racconta ai microfoni di SBS Italian.
Il settore dei viaggi è tra i più colpiti: “In questi giorni ho un gruppo di italiani che sta viaggiando con me. Sono molto preoccupati per il loro rientro”, spiega ai microfoni di SBS Italian Fabrizio Iappelli, guida turistica a Sydney.
In un comunicato stampa, il Dipartimento degli Affari Esteri australiano ha reso noto di aver attivato un centro di crisi operativo 24 ore su 24 e un portale di registrazione per gli australiani che si trovano in Israele e in Iran.
Il numero di emergenza del governo australiano per assistenza consolare, in caso di arresti, incidenti gravi, perdita del passaporto in situazioni critiche, conflitti o evacuazioni, è operativo 24 ore su 24: +61 2 6261 3305 (per chi chiama dall'estero), 1300 555 135 (per chi chiama dall’Australia).
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