Watch FIFA World Cup 2026™ LIVE, FREE and EXCLUSIVE

Bowen invita alla calma, ma dove sono le riserve di petrolio dell’Australia?

MELBOURNE PETROL PRICES

Pompa senza benzina a Essendon, Melbourne. (AAP Image/Jay Kogler) NO ARCHIVING Source: AAP / Jay Kogler/AAPIMAGE

Prezzi alle stelle, e in più "l'Australia si trova in una situazione stranissima: le riserve di petrolio australiane non sono in Australia ma negli Stati Uniti", spiega il professore di Finanza della UNSW Massimiliano Tani.


Il conflitto in Iran imperversa, mentre il prezzo del petrolio si aggira attorno ai cento dollari al barile e quello della benzina continua a salire. La ministra delle Risorse Catherine King ha affermato che, per quanto riguarda la gestione dell'energia, l'Australia si trova in una posizione favorevole.

Alla King ha fatto eco il ministro dell’Energia Chris Bowen, invitando alla calma. Ma quali saranno - se ci saranno - i segnali che invece dovrebbero farci preoccupare?

Clicca sul tasto "play" in alto per ascoltare l'intervento di Tani

"Le riserve petrolifere australiane sono negli Stati Uniti, dove paghiamo addirittura un affitto", ha spiegato Massimiliano Tani. "Quindi non possiamo né comportarci come se niente stesse succedendo, né stare a sentire chi ci dice: guardate ragazzi, non c'è nulla di cui preoccuparsi".

"Dobbiamo essere più vigili e cominciare a guardare un po' di più a quello che possiamo sostenere", ha concluso Tani.

Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am. 

Seguici su Facebook e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.

spk_0

State ascoltando SBS Italian.

Riprendiamo la linea in diretta dagli studi di radio SBS qui con voi questa mattina, Carlo Oreglia e Jacopo Iannelli. Noi adesso diamo il benvenuto al nostro prossimo ospite, ovvero il docente di finanze della University of New South Wales di Canberra, Massimiliano Tani in diretta con noi. Buongiorno Max, ben ritrovato.

Grazie Carlo, buongiorno a te, buongiorno Jacopo, buongiorno a tutti gli ascoltatori.

allora Max, noi vogliamo iniziare questa mattina dallo shock che il conflitto in Iran sta, arrecando all'economia australiana e è una vera sfilza di geremia di, indice di borsa che ha perso 90 miliardi nel fine settimana, inflazione che secondo le stime oltrepasserà il 5% nei prossimi mesi, soprattutto prezzo del petrolio che sta aumentando in maniera esponenziale.

E a questo proposito il governo del Victoria ha annunciato proprio ieri che le leggi anti speculazione sui prezzi, il cosiddetto gauging, sono entrate in vigore nelle scorse 24 ore. Le nuove leggi prevedono, tra le altre cose, che i rivenditori di carburante debbano fissare un tetto massimo giornaliero sui prezzi del carburante, e pubblicare il prezzo in anticipo senza, facciamo l'esempio, senza che,

Venisse pubblicizzato un prezzo al mattino e poi tre ore dopo sia più alto. allora Max, si può effettivamente, questa è la domanda, contrastare gli aumenti del petrolio anche con la legge o siamo di fronte a una situazione, al di fuori del controllo dei politici?

Allora la risposta breve è sì, però ci sono effetti collaterali.

Sì, però insomma,

sì, ma però, ed è anche ovvio perché insomma è come quando tu metti i pantaloni e poi tiri la cinghia. Se la tiri troppo, magari riesci a a a a mettere il bottone in più. Però non è che la pancia che ti ritrovi sparisce.

È la prima volta che mi danno del panzone in diretta. Grazie,

Lo sto dicendo in generale, non ho detto non ho detto, non l'ho detto Carlo. Per cui sono sostanzialmente due cose, che possono essere fatte. La prima, il governo prende accise e tasse, dalla benzina, dal diesel che viene venduto, per cui una cosa che potrebbe essere considerata,

Che sarebbe a beneficio di tutti è quella che il governo australiano, sta facendo nei confronti delle miniere del del diesel, de- della benzina che viene consumata da miniere e da agricoltori. Che cosa fa il governo per agricoltori e per miniere, quindi anche per i miliardari che posseggono le miniere, dice, guarda, io non sto, non prendo nessuna accisa, per cui loro comprano la benzina senza nessuna tassa, le tasse sono generalmente il 50%, per cui è un bello sconto.

Il governo potrebbe dire, vabbè, consumatori australiani, vi metto nella stessa condizione del miliardario che possiede la miniera, e quindi do uno sconto anche a voi, oppure non vi faccio pagare le accise. Questa potrebbe essere una cosa che il governo fa. Controindicazione, ovviamente c'è un bel buco di bilancio, però, abbiamo avuto buchi di bilancio in passato e magari riescono a recuperare, questi soldi in qualche altra maniera, magari possono risparmiare su alcuni programmi che costano molto e non sappiamo che benefici diano.

La seconda cosa che può essere fatta e che sta fatta in vittoria è quella di dire ah fissiamo un prezzo massimo. Lì il problema è maggiore, perché quando tu, fissi un prezzo massimo, dai un incentivo a chi, produce o distribuisce quel bene a non dartelo, perché se io posso vendere la benzina a 100 €, ma mi tocca venderla a 50 €, io la benzina non te la vendo, per cui creo forse più problemi che non quello di,

Venderti la benzina a prezzo meno caro. Ed è una cosa che abbiamo visto innumerevoli volte, per esempio i famosi, affitti con un prezzo massimo, in Italia quelli di Equocanone eccetera, che cosa succede? Succede che invece di avere 100 case in affitto ne hai 2, perché la gente dice guarda, prendo talmente poco di affitto che mi conviene tenere la casa vuota, ci vado io a passare il weekend una volta i miei 3 anni.

Per cui tutte queste misure hanno controindicazioni, ripeto, quella forse più semplice è quella di dire vabbè governo, chiudo gli occhi, sulle accise, sui soldi che ricevo dalla vendita della benzina e considero tutti gli australiani nella stessa misura invece, che dare questi sconti soltanto a agricoltori e possessori di miniere.

Max, a proposito di di prepararsi, la preparazione su quanto ci attende in relazione, ai danni arrecati all'economia australiana dal conflitto in Iran, le riserve di benzina, diesel e carburante per aerei in Australia sono sufficienti per circa 30 giorni. Si tratta di una quantità inferiore ai 90 giorni raccomandati dall'Agenzia internazionale per l'energia.

Ma il governo ha affermato che le riserve non sono ancora state utilizzate e ha esortato i consumatori a non farsi prendere dal panico. Anzi, la ministra delle risorse Catherine King ha affermato che in quanto alla gestione dell'energia, l'Australia si trova in una posizione favorevole. Il ministro dell'Energia Chris Bowen avverte invece niente panico, ma quali saranno allora i segnali che invece dovranno farci preoccupare?

Ma più che altro vedere quello che succede al prezzo del petrolio, per cui è salito 2 giorni fa, è sceso ieri, oggi sembra che siamo ancora in calo, però, fino a quando questa questa guerra va avanti e il petrolio non passa regolarmente come, è stato fatto fino a 10 giorni fa.

Il problema c'è e questo shock che abbiamo avuto nei due giorni lo-, lo vediamo già, per esempio io qui a Sydney ho visto alle istanze di una settimana, quanto di più costa andare a fare benzina e questo, costare di più della benzina, visto che l- l'energia viene utilizzata, per qualsiasi cosa, anche per il pollo che io vado a comprare al supermercato, visto che parliamo sempre di polli, prima o poi mi aspetto che il prezzo del del del mio pollo,

Salga. Adesso nel se dovesse peggiorare la situazione, le nazioni abbiamo già visto in Europa, negli Stati Uniti, dicono vabbè prenderemo il petrolio dalle nostre riserve. In Australia ha questa situazione stranissima dove le riserve di petrolio australiane sono, non in Australia, sono negli Stati Uniti dove paghiamo addirittura un affitto, per cui,

Uno si augura di non dover mai avere bisogno delle risorse di petrolio australiane perché non sono nemmeno risorse che abbiamo sul nostro territorio, per cui, lì stiamo a vedere quello che succede, continuiamo a guardare il prezzo del petrolio e se possiamo, appunto fare attenzione a come consumiamo o vediamo cose disponibili, magari ne prendiamo qualche cosa di più in questi momenti l'incertezza,

Non possiamo né comportarci come se niente succedesse, né stare a sentire chi ci dice guardate ragazzi, non c'è niente di cui preoccuparsi. Dobbiamo veramente essere essere più vigili e cominciare a guardare un pochettino di più a quello che possiamo sostenere, sulle nostre gambe, posso dire così?

Puoi dire quello che vuoi Max qua Sì si è capito poi non preoccuparti, ti correggiamo ma velocissimo quando succedono, i i tuoi me- meravigliosi proverbi, che tanto ci stanno a cuore. Siamo insieme a Massimiliano Tani, docente di finanze dall'University of New South Wales di Canberra per parlare di economia,

Max, noi concludiamo con il prossimo tema in questo in questa confusione generale, si continua a parlare, ancora dei famigerati dazi statunitensi. L'agenzia doganale statunitensi infatti starebbe predisponendo un sistema, che sarà pronto entro i prossimi 45 giorni per elaborare i rimborsi dopo che appunto il regime dei dazi imposto da Donald Trump è stato dichiarato, illegale. Una funzione della Customs and Border Protection, Brandon Lord ha spiegato che ogni importatore riceverà un unico pagamento dal,

del Tesoro, questo indipendentemente dal numero di merci immesse, e in gioco ci sono circa 166 miliardi di dollari in pagamenti di dazi, che devono essere restituiti a circa 330.000 importatori. Ma quant'è fattibile questo sistema si arriverà soprattutto alla sua esecuzione?

Ma guarda se non ci sono casi in corte, casi giudiziari, eccetera, è possibile che effettivamente succeda qualche cosa.

Uno se lo augura perché in effetti questo potrebbe essere un altro calmare la, la crescita dei prezzi se non altro negli Stati Uniti. Certo è che è un caos, incredibile e ripeto, siamo arrivati a questo in questa situazione tramite decisioni legali che hanno preso tempo.

Per cui non, visto che il il conto è molto elevato, perché insomma 130 miliardi di dollari non sono una cosa che anche l'amministrazione americana può trovare nel cassetto, del comodino, insomma ne- ne- ne- ne- ne- nel bagno di casa, probabilmente ci saranno delle delle contestazioni e non saranno assegni che saranno mandati così brevemente, però, ripeto, stiamo a vedere quello che succede. Certo è, che certo è che appunto è è facile raccogliere 130,

miliardi di dollari e 330.000 persone è molto più difficile ridarglieli, per cui, stiamo a vedere e e commenteremo magari in futuro su

questo. Grazie al professore di finanza dell'Università del New South Wales di Canberra, Massimiliano Tani per aver analizzato con noi i principali, aggiornamenti in materia economica. Ciao, Max, a presto.

Certamente, grazie a voi tutti gli ascoltatori, buona giornata.

spk_0

Cliccate mi piace, condividete, commentate, seguite SBS Italian su Facebook.

END OF TRANSCRIPT

Share

Follow SBS Italian

Download our apps

Listen to our podcasts

Get the latest with our exclusive in-language podcasts on your favourite podcast apps.

Watch on SBS

SBS Italian News

Watch it onDemand

Watch now