Torna il nostro appuntamento settimanale con le storie di immigrazione recente in Australia, e in questo episodio andiamo a conoscere una coppia, Betty Armitano e Massimo Bonetti, che da un paio d'anni vive a Cairns. Il motivo principale che li ha portati Down Under è la famiglia.
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Betty Armitano e Massimo Bonetti da un paio d'anni vivono a Cairns grazie ad un parent visa 804.
L'idea di trasferirsi è nata quando entrambe le loro figlie vivevano in Australia. La coppia torinese, che già da alcuni anni si era trasferita per lavoro in Tunisia, ha deciso di compiere il grande salto pur non avendo mai visitato prima l'Australia.
A settembre 2023 sono sbarcati a Cairns, nel Queensland. "È stata una cosa incredibile vedere tutta questa natura prorompente, questo clima", racconta Betty al microfono di SBS Italian.
All'epoca Betty aveva 65 anni e Massimo 68. "Gli altri ci dicevano: 'Ah, ma che decisione! Siete coraggiosi eh?'", ricorda Betty, che prosegue scherzando: "Non lo so se siamo ancora tanto incoscienti, se non siamo forse ancora proprio maturi abbastanza, non lo so, però l'abbiamo vissuta più come: 'Ma sì, facciamolo, andiamo!'".

Arrivati dopo aver richiesto uno dei visti disponibili per genitori di cittadini australiani, seppur in bridging visa entrambi possono lavorare: Betty fa consegne a domicilio, e Massimo fa l'handyman, il tuttofare. Betty non aveva mai studiato l'inglese ma si barcamena, Massimo ha rispolverato quel che aveva studiato da giovane, e sta cercando di abituarsi all'accento australiano.
I parent visa sono visti australiani di cui possono fare richiesta coloro che hanno un figlio o una figlia con cittadinanza australiana, oppure con diritto di soggiorno permanente, o che sia residente permanente in Australia o cittadino/a neozelandese che soddisfi i requisiti.
I tempi di attesa per giungere alla residenza permanente con il parent visa 804 sono lunghissimi. Al momento il Dipartimento di Immigrazione stima che ci vogliano 33 anni, e per questo motivo Betty e Massimo sono in Australia con un bridging visa.
"Non penso che riusciremo a vedere la residenza [permanente] ma a parte quello non abbiamo problemi: non potremmo uscire dal territorio ovviamente, anche se so che poi si può pagare una cifra sui 300 $ e programmare un'eventuale uscita e rientro in Australia".

Nel frattempo una delle loro figlie ha lasciato l'Australia: "Carlotta dopo l'esperienza di circa due anni ha deciso di rientrare in Italia nel gennaio 2025, e adesso è in Liguria che lavora presso un maneggio".
Una decisione legata alla grande passione per i cavalli della loro figlia, che Massimo rispetta appieno. "Di sicuro c'è dispiaciuto, quello senz'altro, ma ci si sente non dico tutti i giorni ma quasi".
Scherzando, Massimo spiega che, sebbene siano piemontesi, lui e la moglie non sono certo bogia nen, espressione dialettale che descrive la presunta resistenza ai cambiamenti dei loro corregionali, e trae un bilancio molto positivo di questo loro trasferimento a Cairns.

In Queensland, dice, hanno trovato "una qualità della vita decisamente migliore".
"Uno qui intanto non ha difficoltà a trovare lavoro, che è molto importante, e poi francamente il costo della vita rispetto all'Italia non è tanto differente", dice Massimo.
Quando gli chiediamo se consiglierebbe un trasferimento a Cairns, ammette "che è un ambiente diverso; qui siamo ai tropici, quindi ci sono delle condizioni climatiche completamente diverse, bisogna abituarsi".
"Ci sono i pro e i contro, però devo dire sono molti di più i pro" prosegue.
In ogni caso lo consiglierebbe "anche soprattutto dopo un percorso lavorativo, a chi è già in pensione, a chi ha per esempio figli o comunque parenti qui in Australia".
"Secondo me se non ha dei legami stretti il venire qui io lo consiglio assolutamente", aggiunge.
Gli fa eco Betty: "[Cairns] non è una cittadina grande, quindi io mi trovo bene, mi trovo bene anche con le persone nel senso che sono tutte molto, molto disponibili, e se sanno che io non so la lingua glielo dico ma sono molto disponibili, cercano di aiutarmi, cercano di venirmi incontro. Senz'altro il mio è un sì".

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