Sophie Cavagnola è arrivata in Australia nel 2025 come assistente linguistica di italiano attraverso il programma Co.As.It., con l'idea di fermarsi solo otto mesi. Dopo poche settimane però, ha deciso di costruire il proprio futuro a Melbourne, iniziando un faticoso braccio di ferro con la burocrazia.
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Quando è arrivata a Melbourne nell'aprile del 2025 come assistente linguistica di italiano attraverso il programma del Co.As.It., la genovese Sophie Cavagnola pensava che avrebbe vissuto semplicemente un'esperienza internazionale da aggiungere al curriculum.
Dopo appena tre mesi, però, la sua prospettiva era già cambiata.
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"Dopo poche settimane avevo già capito che questo ambiente mi piaceva molto, e quindi da lì ho iniziato a muovermi per vedere se ci potessero essere delle possibilità di lavoro per me", racconta al microfono di SBS Italian.
La prima settimana che sono arrivata qua Melbourne non mi piaceva tantissimo, poi però ho imparato ad apprezzarlaSophie Cavagnola
La decisione di rimanere ha dato il via a un percorso complesso, fatto di documenti, traduzioni, certificazioni e pratiche burocratiche che hanno messo a dura prova la risolutezza di Sophie.
Un elemento che si è rivelato decisivo è stato un tirocinio svolto durante l'Erasmus in Spagna: pur essendo stato solo parzialmente riconosciuto dall'università italiana, quel periodo di pratica si è rivelato fondamentale per soddisfare i requisiti australiani.
Una volta ottenuta l'abilitazione all'insegnamento, Sophie ha iniziato a candidarsi nelle scuole del Victoria, fino all'offerta di lavoro da parte della Brunswick South Primary School, la stessa scuola in cui aveva svolto il suo periodo da assistente linguistica.
La scuola, che offre un percorso di studi bilingue italiano-inglese, ha deciso di aiutarla con la sponsorizzazione, procedura che ha innescato un'altra ondata di requisiti burocratici da soddisfare e una vera a propria corsa contro il tempo.

"C'era anche il problema che avrei potuto iniziare a lavorare senza avere ancora il visto, quindi sarei stato in un bridging visa", racconta Sophie di quel periodo.
"Per fortuna tutta la faccenda si è risolta abbastanza in fretta, il visto di sponsorizzazione mi è arrivato il 14 gennaio, e quindi io poi ho potuto iniziare a lavorare tranquillamente".
Il visto ottenuto le permetterà di lavorare in Australia fino al gennaio 2030.
Vedere questo 2030 mi ha un po' frastornato: ho detto okay, quindi è tutto vero, quindi fino al 2030 sono quiSophie Cavagnola
Dopo aver lavorato come assistente linguistica, il passaggio al ruolo di insegnante è stato più naturale grazie alla conoscenza già acquisita dell'ambiente scolastico.
"Ho sempre voluto insegnare da quando avevo sette anni, e farlo in questa scuola mi piace ancora di più perché vengono prese in considerazione quelle dimensioni della parte umana che invece in Italia sono un po' lasciate nel dimenticatoio".
Dopo due anni di sponsorship, Sophie potrà poi essere nominata dalla scuola per avviare il percorso verso la residenza permanente, un risultato imprevisto per un'esperienza che avrebbe dovuto durare solo pochi mesi nel 2025.
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