Alice Rossi ha iniziato dieci anni fa la sua vita australiana, guidata dall’amore per lo sport e la natura.
"Quando ho conosciuto mio marito lui era appena tornato dall'Australia, quindi mi parlava molto di questa terra. Io avevo studiato alla scuola interpreti e traduttori a Trieste, quindi per me comunque la prospettiva di lavorare all'estero, viaggiare, era una cosa che avrei voluto assolutamente perseguire", racconta al microfono di SBS Italian.
"L'Australia è stata semplicemente una scelta dettata dall'amore per tutto quello che è lo sport outdoor e l'attività riguardo il surf, tutti gli sport che possono essere fatti, diciamo, all'aperto e di cui l'Australia ovviamente abbonda", prosegue.
Nel momento in cui ho conosciuto Alberto ci siamo parlati un po' dei nostri sogni, e entrambi vedevamo il nostro futuro all'esteroAlice Rossi
Dopo aver frequentato il liceo linguistico, Alice aveva appunto studiato alla Scuola per Interpreti e Traduttori, ma in Australia ha cambiato leggermente campo professionale.
"Atterrata in Australia con tutte queste belle lauree che non servivano a nulla", racconta semischerzosamente, "avrei comunque dovuto fare un altro diploma o comunque un esame per diventare traduttrice NAATI, se avessi voluto continuare con la carriera. Di conseguenza mi sono trovata davanti alla scelta di poter reinventare me stessa e ho detto: 'Proviamo a fare la tutor bilingue'".
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Dopo aver insegnato l'italiano privatamente, Alice ha trovato impiego come language assistant, una figura che non richiede titoli e requisiti indispensabili per l'insegnamento, e successivamente ha iniziato a lavorare nell'ambito di un progetto pilota avviato dalle MACS (Melbourne Archdiocese Catholic Schools).
"La nostra scuola è stata la prima a Geelong a portare questo nuovo approccio all'insegnamento delle lingue straniere che si chiama Teachers as Co-Learners of a Language", spiega Alice.
"Invece che avere un'ora dedicata all'italiano o a qualsiasi altra lingua durante la settimana, ogni giorno si fa un po' di quella lingua e assumiamo una language assistant, in quel caso sono stata io, che è l'esperta della lingua; invece l'insegnante si occupa della gestione della classe, ma al contempo impara la lingua e gli studenti possono vedere come role model il loro insegnante che impara, a volte facendo errori, a volte magari facendo domande".
Dopo il periodo del Covid, e nonostante avesse visto la mole di lavoro degli insegnanti durante i lockdown, l'entusiasmo di Alice non si è spento, e ha deciso - anche grazie al fatto di aver nel frattempo ottenuto la cittadinanza grazie al marito - di rimettersi a studiare.
"Ho deciso di iscrivermi all'università. Ci sono state anche molte sovvenzioni del governo, perché comunque l'insegnamento purtroppo non è un ruolo così ambito al momento; è molto difficile trovare insegnanti, soprattutto al livello secondario. Per cui mi sono iscritta all'università e ho completato i due anni di Master of Teaching Secondary proprio per la secondaria".

Conciliare studio e lavoro non è stato semplice, e il percorso non è stato senza ostacoli.
"Per prendere la registrazione come insegnante qualificato in Victoria bisogna fare l'applicazione tramite il Victorian Institute of Teaching, VIT, il quale richiede anche un esame di inglese, una prova IELTS".
Ma Alice ha tenuto duro e ce l'ha fatta: "Insegno adesso italiano all'anno sette, otto, nove, e insegno anche una materia di inglese per gli studenti che hanno inglese come seconda lingua, quindi inglese per gli stranieri".
L'insegnamento è una professione che continua a piacerle, ma che, sottolinea, non è per tutti: "Sicuramente deve esserci una determinazione nel fatto di dire: voglio ottenere quel lavoro perché mi piace il contatto con le persone, anche con le persone più giovani. Ci vuole molta pazienza".
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