Dopo esperienze in Grecia, Ivan è venuto in Australia con il WHV. Dopo aver girato il Paese in lungo e in largo, innamorandosi della cultura aborigena e della natura, si è sposato e ora vive ad Adelaide con il marito.
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Vicentino di origine, Ivan Bongiolo aveva già trascorso cinque anni in Grecia prima di trasferirsi Down Under due anni e mezzo fa.
"Dopo tanto tempo in Grecia, finalmente l'Australia ha cambiato l'età per il working holiday visa per gli italiani, alzandola a 35 anni", ricorda Ivan al microfono di SBS Italian.
"Sono un po' un working holiday 'geriatrico'", aggiunge ridendo, "ho detto 'o vado ora o non ho più anni a disposizione', quindi ho fatto le valigie, sette chili in totale mi sono portato, quindi quasi niente".
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Ivan è arrivato già intenzionato a rinnovare il visto, per cui ha puntato subito su una destinazione considerata rurale, Broome, dove ha trovato un lavoro come manager di un ostello.
"Non sapevo niente dell'Australia, non sapevo niente di Broome", ammette, "è super remota per chi non la conosce, nel Western Australia".
Broome è bellissima, poi dopo ho vissuto a Melbourne, a Cairns e ora ad Adelaide, però secondo me Broome rimane il posto più bello che ho vistoIvan Bongiolo
Lì si è trovato così bene da trascorrerci sei mesi, prima di trasferirsi poi a Melbourne, dove ha incontrato Garth, colui che sarebbe diventato suo marito.
Insieme hanno trascorso un periodo a Cairns, e infine sono andati ad Adelaide, dove risiedono tuttora, a pochi mesi dal loro matrimonio.
"Ho trovato lavoro in un'azienda che si chiama Academy IT", racconta, "Siamo in centro ad Adelaide e facciamo corsi di formazione in informatica, corsi professionalizzanti per qualsiasi livello di competenza".

Nel frattempo Ivan ha fatto domanda per ottenere il partner visa, e ora spera di restare in Australia, Paese di cui si è innamorato per vari motivi.
"La natura è bellissima, secondo me quello è proprio uno degli aspetti che più mi fa innamorare di questo Paese costantemente", spiega, e aggiunge ridendo "poi vabbè, devo dirlo: mio marito, perché altrimenti mi scaccia di casa!".
In due anni e mezzo qui ho cambiato 14 datori di lavoro, ho fatto un po' di tutto: cameriere, reception in hotel, maintenance in hotel, ho lavorato a conferenze...Ivan Bongiolo
Anche l'apertura nei confronti di chi come lui fa parte della comunità LGBTQI+ fa parte dei motivi per cui Ivan vorrebbe chiamare casa l'Australia: "avendo abitato in Brasile, in Grecia, comunque l'Australia è decisamente è il Paese più aperto in cui abbia mai abitato", commenta.
"In Grecia o in Italia, se volevo uscire col mio compagno, il mio ragazzo all'epoca, sentivo l'obbligo di andare in un locale gay per non avere paura, sai, di baciarci in pubblico, di tenerci per mano, cose del genere. E invece qui in Australia questa paura non ce l'ho minimamente".
A chi sta per arrivare in Australia Ivan consiglia di leggere attentamente le informazioni disponibili online sui siti governativi: "è una cosa che magari noi non diamo per scontato venendo dall'Italia, [dove] tante volte le informazioni mancano sui nostri siti governativi. Invece qua è tutto tutto online, quindi quello che consiglio è di prendere del tempo e leggersi veramente tutto, informarsi bene prima di venire sui propri diritti, sulle condizioni di lavoro".
L'altro consiglio è di entrare in contatto con la comunità italoaustraliana, magari andando nei club presenti un po' ovunque: "Sono super accoglienti e ti danno un sacco di consigli, e poi aiutano anche se si è un po' homesick, all'inizio, e ti permettono di sentirti un po' più a casa".
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