"Mi ero approcciato al Mondiale con qualche pregiudizio e senza grosse aspettative, invece mi sono dovuto ricredere, perché ho visto delle belle partite e perché il torneo è riuscito molto bene, sia dal punto di vista organizzativo sia tecnico", spiega Simone.
Grande tifoso di calcio, dopo tanti anni in Australia si è avvicinato per la prima volta alle sorti delle Matildas ed è stato anche lui contagiato dalla febbre della Coppa del Mondo femminile che si è conclusa domenica scorsa a Sydney con il trionfo della Spagna.
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Mi è piaciuto il livello del torneo, ma anche l'assenza di perdite di tempo e il fair playSimone Marini
"Non mi aspettavo tanto atletismo, un'organizzazione tattica e un livello tecnico così alto, ma mi è anche piaciuto il fatto che a differenza degli uomini non ci siano sceneggiate, risse e perdite di tempo".
"Spero che questo evento rappresenti una rampa di lancio per arrivare ad ospitare i Mondiali del '34", conclude Simone.

I biglietti venduti sono stati quasi 2 milioni, le partite hanno richiamato davanti alla TV due miliardi di telespettatori in tutto il mondo e la semifinale tra le Matildas e l'Inghilterra è diventato l'evento televisivo più visto della storia australiana.
Alla luce di questo successo, il governo Albanese ha varato il progetto Play Our Way, che prevede lo sviluppo dello sport femminile attraverso l'investimento di 200 milioni di dollari, e la stessa Football Australia ha annunciato che presenterà la candidatura per ospitare sia la Coppa d'Asia femminile del 2026 sia i Mondiali maschili del '34.
Le ragazze sono state fantastiche, questa squadra ha unito una nazioneAngela Iannotta, ex giocatrice delle Matildas
"È stato un gran Mondiale. Gli stadi erano pieni, il pubblico faceva la ola e i cori partivano spesso dai bambini: ho seguito anche partite di Serie A, ma un'atmosfera del genere non l'avevo mai vista", racconta Erika, che ha seguito dal vivo le Matildas negli incontri disputati a Brisbane contro la Nigeria e la Svezia e che su questo scherza. "Peccato che abbia fatto l'uccello del malaugurio".
"Le ragazze sono state fantastiche e questa squadra ha unito un popolo, una nazione. Questo evento rappresenterà un punto di partenza per il calcio e per tutto lo sport femminile in Australia", afferma Angela Iannotta, la prima calciatrice a segnare un gol con la maglia della nazionale australiana ad una fase finale della Coppa del Mondo, maschile o femminile.
"Mi ha sorpreso che tutte le ragazze corressero per 90 minuti, comprese le giocatrice delle piccole squadre. Peccato solo che la nazionale italiana sia stata mandata a giocare in quel posto dimenticato da Dio che è la Nuova Zelanda, altrimenti qui le Azzurre avrebbero riempito gli stadi", polemizza Fernando.
"Tutte le mie fiches erano sull'Australia perché la partita contro la Francia dimostra che si possono vincere le partite grazie al pubblico, grazie al dodicesimo uomo" conclude Dimitri.

Abbiamo chiesto ai nostri ascoltatori quali sia l'eredità della Coppa del Mondo femminile e se l'Australia stia diventando una football nation.
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