La premier Jacinda Ardern ha riaffermato la sua solidarietà e quella del popolo neozelandese alle famiglie delle vittime della strage alle moschee di Christchurch.
Il bilancio dell'attacco a Christchurch è salito a 50: lo ha detto ieri il capo della polizia neozelandese Mike Bush, affermando che uno dei feriti è morto.
In ospedale restano 36 persone, due delle quali in condizioni critiche. Bush ha aggiunto che due delle persone arrestate sono state rilasciate perché risultate estranee all'attentato.
Intanto, l'autore della strage ripresa in diretta Facebook, il 28enne australiano Brenton Tarrant, è stato rinviato a giudizio e sarà processato a partire dal 5 aprile.
Tarrant, il cui indirizzo è stato rintracciato a Andersons Bay a Dunedin, ha fatto la sua comparsa in tribunale. In abiti bianchi da detenuto, mani ammanettate e a piedi nudi, ha sogghignato quando i reporter lo hanno fotografato in aula, affiancato da due agenti di polizia. Dopo il suo ingresso in tribunale l'uomo ha fatto "ok" con la mano, un gesto utilizzato dai suprematisti bianchi e dai troll razzisti su internet.
Per analizzare quanto accaduto, abbiamo parlato da Christchurch con Fabio Tonacci, giornalista del quotidiano La Repubblica, autore di diversi libri, fra cui “Jihadisti italiani” con Giuliano Foschini.





