Stephen Ogilvie è stato accoltellato nella capitale nordirlandese dal trentenne sudanese Hadi Alodid: ne sono scaturite violente proteste contro i migranti, cavalcate dall'estrema destra, ma condannate dalla famiglia della vittima stessa.
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Le ultime 48 ore sono state particolarmente tese in Irlanda del Nord: nella serata di lunedì 8 giugno, un trentenne sudanese, nel Regno Unito dal 2023 come rifugiato, ha accoltellato agli occhi, al collo e alla schiena un uomo in un quartiere settentrionale di Belfast.
Proteste, anche violente, sono scoppiate in città e in alcune altre località dello Stato, con incendi e proclami anti-migrazione.
Nigel Farage, con il suo partito Reform UK, che guida da tempo tutti i sondaggi, ha promesso la chiusura totale dei confini a chiunque provenga dal Sudan.
"Le violenze continuano, fomentate dai partiti di destra", spiega in collegamento da Londra la giornalista de Il Sole 24 Ore Nicol Degli Innocenti, ricordando come anche Elon Musk sia intervenuto con un post in cui "ha parlato di 'selvaggi del Terzo Mondo', riferendosi a persone del Sudan".
L'aggressione a Belfast è soltanto il più recente di una serie di episodi violenti avvenuti in territorio britannico nelle ultime settimane.
Le famiglie (delle vittime) hanno dimostrato una grandissima dignità, pur nella tragedia, però non sono riuscite a frenare queste proteste di piazza o politici come Farage.Nicol Degli Innocenti, corrispondente da Londra de Il Sole 24 Ore
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