Il cantante, autore e polistrumentista di Latina racconta i retroscena del suo ultimo disco.
“All’inizio non c’era l’idea di fare un concept album, ci siamo messi a lavorare con Pier Cortese, il produttore artistico del disco, che ho voluto al mio fianco perché di solito lavoro da solo ma volevo intraprendere un percorso di collaborazione".
"Abbiamo scelto i pezzi insieme e ci siamo accorti che erano tutte canzoni promemoria”, racconta ai microfoni di SBS Italian Emanuele Colandrea, il cantante, autore e polistrumentista che l'11 marzo ha pubblicato il suo ultimo disco: Belli dritti sulla schiena.
“Per scrivere una canzone solitamente parto da un accordo di chitarra e ci canto sopra parole che quasi mai sono poi quelle definitive".
"Ma poi ci lavoro anche troppo, quindi molte delle canzoni presenti nel disco avevano altre armonie".
"Pochissime arrivano subito e restano così, ma la maggior parte vengono stravolte".
"Ad esempio in passato ho scritto un album intero partendo dai titoli, scomponendo una frase e scrivendoci 9 canzoni. Ogni scusa è buona per mettersi a scrivere!”.

“Tra gli artisti italiani che mi hanno influenzato maggiormente ci sono sicuramente Francesco De Gregori, Rino Gaetano e Lucio Dalla, mentre per quanto riguarda l’estero sicuramente Bob Dylan".
"Poi non necessariamente queste influenze vanno a finire nelle canzoni, è più una questione di approccio”.
Riascolta l'intervista a Emanuele Colandrea:
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