Il 30 aprile 2026, la Commissione Reale sull’antisemitismo e la coesione sociale, istituita in seguito all’attacco che lo scorso 14 dicembre causato la morte di 15 persone durante le celebrazioni del Chanukah a Bondi Beach, ha presentato un primo rapporto.
La commissaria capo Virginia Bell ha dichiarato di non aver individuato problemi di sicurezza che possano aver influito nella sparatoria di Bondi tali da richiedere un intervento urgente. Nel report, tuttavia, sono state proposte 14 raccomandazioni per rafforzare l’antiterrorismo, di cui cinque classificate.
"Il punto centrale di queste raccomandazioni è che non servono nuove leggi, ma un miglior funzionamento di quelle esistenti", spiega Matteo Vergani, professore associato alla Deakin University, specializzato in crimini d’odio e direttore del laboratorio Tackling Hate.
Le raccomandazioni puntano a un maggiore coordinamento tra agenzie, più sicurezza negli eventi a rischio, una revisione delle strutture operative e possibili riforme sulle armi. "Il messaggio implicito è forte: non è un problema di leggi, ma di sistema", prosegue Vergani.
Da un certo punto di vista, è rassicurante, perché l’impianto legislativo giusto esiste. Da un altro punto di vista, è un po’ allarmante, perché non ha funzionato.Matteo Vergani, professore associato alla Deakin University, specializzato in crimini d’odio e direttore del laboratorio Tackling Hate.
Le prime audizioni pubbliche dell’inchiesta inizieranno la prossima settimana e il rapporto finale sarà pubblicato entro la fine dell’anno.
"È un report limitato, in fase iniziale: non assegna responsabilità, non spiega perché sia avvenuto l’attacco ed è vincolato da un processo giudiziario in corso. È un piccolo passo di questa Royal Commission, ma il grosso lo vedremo a fine anno", conclude Vergani.
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