Con il bulk billing, Medicare – il sistema di assistenza sanitaria universale in Australia – paga direttamente il medico e quindi la visita per il paziente è “gratuita”, ovvero senza un pagamento diretto.
Secondo un rapporto di Cleanbill, sito che cataloga dentisti e GPs in Australia, soltanto un medico di famiglia su quattro applica il bulk billing a tutti i propri pazienti. Questo tasso varia molto di zona in zona e in Tasmania il tasso scende, drasticamente: meno di un GP su 100 non richiede a nessuno il pagamento di una tariffa superiore a quella coperta da Medicare.
Sempre più persone di trovano dunque a dover pagare un "gap", ovvero la differenza tra il costo della visita ed il contributo offerto da Medicare, e il divario da colmare continua ad allargarsi.
Il GP non equivale al “medico di famiglia” o “medico di base” italiano, avendo le chiavi che ci permettono di accedere all’intero sistema sanitario australiano, che non prevede l'accesso diretto agli specialisti.
Ascolta la nostra inchiesta con diverse voci della comunità italoaustraliana, tra medici e pazienti, cliccando il tasto 'play' in alto a sinistra
Secondo Cleanbill, sono oltre 1.200.000 gli che australiani non vanno dal medico di famiglia perché preoccupati dei costi, un dato raddoppiato nel giro di un anno.
Rimandare una visita perché si è preoccupati del pagamento può ritardare una diagnosi ed un problema facilmente trattabile si può complicare, oltre ad aumentare i costi per il sistema sanitario nazionale.
Ascolta SBS Italian tutti i giorni, dalle 8am alle 10am.
Seguici su Facebook, X e Instagram o abbonati ai nostri podcast cliccando qui.




