Foreste australiane, allarme mortalità degli alberi

Eucalypt Forest - view into a lightly wooded coastal

Una foresta di Eucalyptus viminalis. AAP/Mary Evans/Ardea/Steffen & Alexandra Sailer Credit: Rights Managed/MARY EVANS

Secondo una recente ricerca, gli alberi in svariati boschi australiani stanno morendo ad un ritmo maggiore di quello con cui nuovi alberi nascono: un altro effetto del cambiamento climatico. Ne abbiamo parlato con alcuni esperti.


I risultati di una recente ricerca a più firme pubblicata sulla rivista accademica Nature Plants lanciano un allarme per quanto riguarda la mortalità degli alberi in Australia.

Questa ricerca si basa su 83 anni di dati raccolti in oltre 2.700 boschi australiani. Si tratta della più grande raccolta di dati mai fatta sulle foreste australiane.

"Abbiamo esaminato come è cambiato il tasso di mortalità degli alberi e abbiamo scoperto che è aumentato nel tempo in tutti i tipi di foresta che abbiamo esaminato sulla base dei dati raccolti - dalla Tasmania meridionale fino al Northern Territory", ha affermato una delle autrici dell'articolo, la professoressa Belinda Medlyn della Western Sydney University.

Tutti [i dati] mostrano un aumento della mortalità degli alberi nel tempo. E siamo stati in grado di associarlo all'aumento della temperatura. Quindi è davvero il risultato del cambiamento climatico.
Belinda Medlyn

Secondo Maurizio Rossetto, Head of the Research Centre for Ecosystem Resilience del Royal Botanic Garden di Sydney, "questa ricerca apre anche uno squarcio sul futuro".

Gli enti pubblici avevano collezionato questi dati all'interno delle pratiche di abbattimento degli alberi.

Visto però che, almeno in Victoria, non si potrà più abbattere alberi per scopi commerciali, questi dati non verranno più raccolti.

"Ovviamente questo non è un motivo per cui questi abbattimenti dovrebbero ricominciare, ma è certo che tenere in archivio dati del genere sarebbe utilissimo per capire meglio cosa sta succedendo e prevenire problemi maggiori in futuro", ha affermato Rossetto.

Il monitoraggio delle foreste è un processo "lungo e dispendioso", ha spiegato il forestologo Giorgio Vacchiano. "Ma in effetti i dati che si hanno a disposizione forniscono elementi di analisi molto utili", ha aggiunto.

Vacchiano, che è professore associato all'Università Statale di Milano e ha pubblicato diversi volumi sul tema, ha sottolineato che "questa mortalità accelerata potrebbe anche avere degli effetti a livello genetico, con una diminuzione delle possibilità di far emergere varianti adattate alle sfide del futuro".

Questo renderà l'adattamento degli alberi più difficile
Giorgio Vacchiano

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