Si stanno avvicinando le elezioni, ma non soltanto quelle Australiane. Sono infatti in programma tra poche settimane le consultazioni per l'elezione del parlamento europeo.
Elezioni che tra Brexit, venti sovranisti e timori di crisi sono circondate da una nebbia fatta di dubbi, confusione e paure, anche per la vera e propria sopravvivenza dell'Unione Europea.
Ne abbiamo parlato con Andrea Benvenuti, dell'Università del New South Wales.
"Noi diamo per scontato che il processo di integrazione europea sia inevitabile, destinato a proseguire e ad andare avanti senza problemi. In realtà è sempre stato un processo abbastanza complesso, è sempre stato un processo che ha richiesto notevoli sforzi diplomatici e politici da parte dei paesi membri e chiaramente è un processo che non va dato per scontato".
Un'integrazione nata dalla necessità di decidere che cosa fare della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Gli Alleati, spiega Benvenuti, pensarono che fosse inutile e controproducente il mantenere la Germania in una posizione di soggezione, ma allo stesso tempo la Francia vedeva come pericolosa una Germania "riarmata" dagli americani e dagli inglesi.
I francesi si fecero portavoce di alcune iniziative come la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) nel 1951, la Comunità di difesa europea (che non ebbe successo) e poi, alla metà degli anni '50, per la creazione del Mercato europeo comune (MEC), nato dalla firma degli Accordi di Roma.
"Quindi è stato un processo abbastanza complesso che richiedeva l'accordo dei tedeschi e dei francesi, i cui due peasi, nelle decadi precedenti, avevano combattuto tre guerre", continua Benvenuti.
Secondo lui, si può chiaramente intuire quali sforzi i leader politici di quegli anni dovettero fare. Sforzi che diedero i loro frutti.
"Una volta che tutta una serie di problemi sono stati smussati, sono stati risolti, si è visto come il processo di integrazione ha portato avanti la pace in Europa, ma anche la prosperità nel continente".
Ma secondo Benvenuti il vento sembra essere cambiato, almeno per l'avanzamento del progetto europeo.
"Purtroppo oggi tutta una serie di fattori, come per esempio la crisi greca, l'instabilità economica nell'area Euro, la possibilità che altri paesi si trovino in difficolta finanziarie considerevoli e poi la crisi migratoria nella metà di questa decade, chiaramente hanno fatto sorgere una serie di problemi politici, di malcontenti da parte di alcune opinioni pubbliche e partiti politici europei".
E secondo Benvenuti, per l'integrazione europea, che sembrava essere data per scontata fino a poco tempo fa, e per l'Unione Europea non sembra esserci più un elevato livello di consenso e supporto.
"Negli ultimi anni è un processo che è meglio non dare assolutamente per scontato".
E Andrea Benvenuti ha anche parlato di possibli scenari estremi, dallo svuotamento delle istituzioni europee fino alla dissoluzione dell'Unione dovuta a una crisi dell'italia, e ha anche accennato all'esistenza di una ipotesi, solamente simulata, di una Germania che abbandoni lei stessa l'Euro.
Per saperne di più, ascoltate l'audio dell'intervista completa con Andrea Benvenuti cliccando il tasto play nell'immagine sotto al titolo di questo articolo.




