I circoli per anziani sono molto più di un luogo dove incontrarsi: sono spazi di appartenenza, amicizia e sostegno contro l’isolamento. Ne abbiamo parlato con persone che lavorano nel settore, volontari e membri della comunità italoaustraliana.
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Il bilancio dello Stato del Victoria, presentato il 5 maggio 2026, include finanziamenti per il Multicultural Seniors Support Program, un’iniziativa che offre supporto alle organizzazioni che assistono anziani provenienti da comunità multiculturali.
Si tratta di spazi sicuri, culturalmente inclusivi, dove socializzare e svolgere attività insieme ad altre persone della stessa età e che parlano la stessa lingua, con benefici a livello sociale, ma anche psicologico e fisico.
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Joe Caputo, presidente della Federazione Pugliese d'Australia di Melbourne, ha spiegato che "la maggioranza di queste attività sono autofinanziate e il governo del Victoria finanzia i vari circoli con cifre molto modeste".
"Però l'importanza di questi sussidi sta anche nel fatto che il governo del Victoria aiuta a pagare l'assicurazione di questi circoli", prosegue Caputo.
L’Ethnic Communities Council of Victoria, è una delle organizzazioni che si impegnano affinché questi sostegni statali arrivino ai circoli per anziani, e ne ha stimati, solo in Victoria, almeno 1000, con circa 70.000 soci.
Per Sara Bavato, Communications Advisor dell’ECCV, l’annuncio del governo del Victoria di 5,4 miliardi per i prossimi due anni "è stato positivo; probabilmente non è abbastanza, si può sicuramente fare di più, però aiuta".
Sono realtà davvero capillari, molto presenti e fondamentali per il benessere fisico e mentale dei nostri anziani.Sara Bavato, Communications Advisor dell’ECCV
La signora Anna fa volontariato in un senior club da 40 anni. "Mi vogliono molto bene", racconta. "L'accoglienza e la fratellanza sono la cosa più bella che c'è a questo mondo".
Valeria Palmieri è activity leader di un gruppo sociale di supporto per persone over 65 di origine italiana, che organizza una varietà di attività con benefici a livello sociale, psicologico e fisico, anche grazie al fattore culturale e linguistico.
"Stare in un gruppo sociale di persone che condividono certe passioni o anche semplicemente determinati background culturali dà un senso di appartenenza", spiega Valeria.
"Si perdono tanti amici durante la vita e quindi c'è sempre bisogno di sentirsi parte di qualcosa", aggiunge.
Concetto confermato da Giovanna Cardamone, CEO di IT.SO.WEL, l’Italian Social Welfare Organisation di Wollongong, nel NSW, impegnata nei servizi di assistenza agli anziani, anche attraverso la promozione della cultura italiana.
"Molti si trovano nelle loro case, non vedono più altre persone perché non escono. Qui fanno nuove amicizie, mangiano cibo preparato sul posto, sentono i profumi dell'Italia e hanno l'opportunità di celebrare la propria cultura", spiega Giovanna.
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