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Christchurch reagisce agli attentati

Students perform the Haka during a vigil to commemorate victims of Friday's shooting, outside the Al Noor mosque in Christchurch, New Zealand.
Students perform the Haka during a vigil to commemorate victims of Friday's shooting, outside the Al Noor mosque in Christchurch, New Zealand. Source: AAP Image/AP Photo/Vincent Thian

Il console onorario di Christchurch descrive l'atmosfera nella città neozelandese in seguito agli attentati della settimana scorsa.


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By Marco Lucchi, Dario Castaldo

Presented by Magica Fossati

Source: SBS



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Il console onorario di Christchurch descrive l'atmosfera nella città neozelandese in seguito agli attentati della settimana scorsa.


La Nuova Zelanda è ancora sotto shock dopo l’attentato che ha colpito venerdì scorso Christchurch. La città, già teatro di un forte sisma nel 2011, non ha però mai vissuto nulla del genere. Il ritorno alla quotidianità all’inizio della settimana ha lasciato in molti residenti “un senso di dolore e di pena per la comunità islamica”, ha spiegato ai micofoni di SBS Italian il console onorario italiano Belfiore Bologna.

Lui stesso si trovava al lavoro all’università al momento degli attacchi, e racconta di aver appreso la notizia quando ha ricevuto una chiamata da un collega musulmano che si trovava in una delle due moschee al momento dell’attentato.

Successivamente, l’intero palazzo dove si trovava Bologna, come molti altri nella città, è stato chiuso in “lockdown” per precauzione: lo staff dell’università e gli studenti hanno condiviso ore di preoccupazione e, man mano che le notizie giungevano, dolore per la gravità e l’entità dei fatti.

“Abbiamo dovuto assicurarci di non perdere la calma noi [dello staff], perché i sentimenti sono contagiosi”, ricorda Belfiore Bologna, ricordando di aver dovuto dominare la propria ansia per il collega coinvolto nell’attentato per rassicurare intanto gli studenti presenti nella sua università.

In quelle ore, prosegue il console onorario, “ho visto la mia squadra e i miei studenti darsi sostegno reciproco: quello che ho visto dentro il palazzo dove io lavoro è la vera Nuova Zelanda”.

Belfiore Bologna ha ricordato anche le manifestazioni di solidarietà e sostegno alle vittime che si sono viste in tutta la Nuova Zelanda nelle ore e dei giorni successivi, dichiarando che “quella solidarietà e quel sentimento di dire ‘noi siamo tutti uno, e vi abbracciamo e vi aiutiamo’ è quello che farà andare avanti questa città e la nazione”.

“In Nuova Zelanda la gente ha fiducia negli altri”, ha proseguito Bologna, augurandosi che il forte senso di comunità che caratterizza il paese non si spenga ma anzi venga rafforzato in seguito a questo grave attentato.

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