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Cinema italiano in Australia sul grande schermo, torna il St. Ali Italian Film Festival

Holy Cannoli, Pif
Una scena di Holy Cannoli! Credit: Valentina Glorioso

Centomila spettatori ogni anno, film in lingua originale e oltre un quarto di secolo di storia. È partita la ventisettesima edizione di uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del cinema italiano in Australia.


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By Paolo Gallo, Francesca Rizzoli

Source: SBS


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Centomila spettatori ogni anno, film in lingua originale e oltre un quarto di secolo di storia. È partita la ventisettesima edizione di uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del cinema italiano in Australia.


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È iniziato il St. Ali Italian Film Festival, uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del cinema italiano in Australia. Già in corso a Canberra e Adelaide, il festival verrà inaugurato giovedì 17 settembre a Sydney, venerdì 18 a Melbourne e Ballarat, e dal 24 arriverà anche a Brisbane e Perth.

L'edizione 2026 porterà nelle sale australiane 33 film, tra nuove produzioni italiane, documentari, commedie e una retrospettiva dedicata ad Anna Magnani, confermando il ruolo del festival come principale vetrina del cinema italiano contemporaneo nel Paese.

Un appuntamento che continua a emozionare anche Elysia Zeccola, direttrice artistica del festival. "È molto commovente vedere che 100.000 persone vengono ogni anno al cinema per vedere un film in italiano. Sono molto orgogliosa di aver contribuito a creare un evento che ha trovato un pubblico così ampio per celebrare la nostra cultura italiana".

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Ormai il festival è una vera e propria tradizione. Nato nel 2000 da un'idea di Antonio Zeccola, fondatore di Palace Cinemas, debuttò a Sydney e Melbourne con un programma di undici lungometraggi e Pane e tulipani di Silvio Soldini come film di apertura. L'anno successivo arrivò anche a Perth, Adelaide e Brisbane, continuando poi a espandersi fino a diventare un appuntamento nazionale.

La crescita del St. Ali Italian Film Festival racconta anche qualcosa del rapporto tra Australia e cultura italiana. Per molti anni il cinema italiano era cercato soprattutto all'interno delle comunità italiane e proiettato nei vecchi cinema di quartiere. Oggi, invece, il pubblico è molto più ampio e il festival si rivolge non solo agli italiani e agli italo-australiani, ma a chiunque sia interessato alle storie e ai linguaggi del cinema italiano.

Barbara Pezzotti, docente di italianistica alla Monash University di Melbourne e appassionata di cinema, racconta: "Cerco di andare tutti gli anni a vedere almeno un paio di film".

"Quando vivevo in Italia vedevo tantissimi film stranieri. L'unica differenza è che molto spesso erano doppiati in italiano. Qui, invece, grazie ai numerosi festival cinematografici, si possono vedere i film in lingua originale con i sottotitoli, un'esperienza un po' diversa".

Anche Alessandro, un ascoltatore di SBS Italian che vive sulla Gold Coast da 18 anni, considera il festival un appuntamento importante. "È sicuramente un appuntamento che ci fa molto piacere", e pur spiegando di guardare meno cinema italiano rispetto al passato, racconta che il festival ha assunto un nuovo significato per la sua famiglia.

"Guardo probabilmente meno film italiani da quando vivo in Australia. Ma è diventata anche una missione cercare di esporre nostra figlia a qualche film italiano", racconta.

Per alcuni, quindi, il festival rappresenta un modo per mantenere un legame con l'Italia: ascoltare la lingua, riconoscere luoghi e riferimenti culturali familiari, ritrovare frammenti della propria esperienza.

Per altri accade il contrario. Vivere in Australia significa anche scoprire nuove cinematografie e nuovi modi di raccontare il mondo.

È il caso del musicista Nanni Calandro. "Da quando vivo in Australia non sento il bisogno di vedere film italiani", ha raccontato. "Mi sono appassionato molto di più al cinema australiano".

Il programma di quest’anno parte con la proiezione di "Holy Cannoli", il cui titolo originale italiano è "Che Dio perdona a tutti", la nuova commedia di Pierfrancesco Diliberto, Pif, ambientata a Palermo, che sarà anche presente all'inaugurazione dell'evento.

Tra i film centrali dell'evento 2026 c’è anche "Gioia mia", tradotto in inglese "Sweetheart", il film d’esordio di Margherita Spampinato.

La nostra ascoltatrice Marina è andata a vederlo e ha raccontato: "Solitamente i film italiani non mi fanno impazzire, invece questo mi ha subito attratto per l'estetica, in particolare della fotografia, e perché ci sono molti silenzi interessanti, cosa che nei film di oggi non si vede sempre. Questo mi ha fatto molto piacere e mi ha fatto anche riflettere".

Sweetheart, il film d’esordio di Margherita Spampinato.
Sweetheart, il film d’esordio di Margherita Spampinato. Credit: Courtesy of St.Ali Italian Film Festival

Il St. Ali Italian Film Festival è in corso nelle principali città australiane fino a ottobre.

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