Conflitto Russia–Ucraina, diplomazia in alto mare

sarkozy

L'ex presidente francese Nikolas Sarkozy.

Le recenti dichiarazioni dell'ex presidente francese Nicolas Sarkozy e di Stian Jenssen, direttore dell'ufficio privato del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, agitano ulteriormente le acque della diplomazia, mentre il rublo rischia il tracollo. Ascolta l'analisi della settimana del giornalista Giuseppe D'Amato.


Sono passati 541 giorni dall'inizio del conflitto, e i segnali di una conclusione sono sempre troppo deboli per alimentare una vera speranza.

Questa settimana è stata caratterizzata dall'attacco ucraino al ponte Kerch, dal tonfo del rublo nei mercati e da dichiarazioni pubbliche che hanno alzato un polverone diplomatico.

L'ex presidente francese Sarkozy ha dichiarato a Le Figaro che la Russia è un vicino diverso ma necessario, ammettendo la legittimità delle pretese di Mosca sulla Crimea.

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Questa dichiarazione sembra seguire lo stesso filo di quelle di di Stian Jenssen, direttore dell'ufficio privato del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Jenssen ha dichiarato al quotidiano norvegese VG che l'Ucraina dovrebbe considerare l'ipotesi di cedere territori per arrivare alla pace.

La dichiarazione di Jenssen è stata ricontestualizzata da Stoltenberg, ma ormai aveva fatto il giro del mondo.

Assieme al giornalista Giuseppe D'Amato, abbiamo fatto un bilancio della settimana che si sta concludendo, senza tralasciare aspetti legati alla famigerata organizzazione Wagner, stabilitasi in Bielorussia e registrata ufficialmente come "attività educativa".

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