COP28, obiettivi e attese per la ventottesima Conference of Parties

COP28 UNFCCC Climate Conference: Opening Day

DUBAI, UNITED ARAB EMIRATES - NOVEMBER 30: In this handout image supplied by COP28, John Kerry, United States Special Presidential Envoy for Climate, attends the UNFCCC Formal Opening of COP28 at the UN Climate Change Conference COP28 at Expo City on November 30, 2023 in Dubai, United Arab Emirates. The COP28, which is running from November 30 through December 12, brings together stakeholders, including international heads of state and other leaders, scientists, environmentalists, indigenous peoples representatives, activists and others to discuss and agree on the implementation of global measures towards mitigating the effects of climate change. (Photo by Mahmoud Khaled / COP28 via Getty Images) Credit: Handout/COP28 via Getty Images

Si è aperta ieri e andrà avanti fino al 12 dicembre la COP 28, la ventottesima Conference of Parties sul cambiamento climatico, il più famoso incontro di alto livello delle Nazioni Unite, che ha l’obiettivo di contrastare gli effetti del riscaldamento globale.


All’appuntamento partecipano 199 Paesi, tra cui l’Italia. Al centro del dibattito il sostegno ai Paesi più minacciati dal cambiamento climatico, la riduzione delle emissioni di gas serra e la riduzione dei combustibili fossili.

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Per la prima volta si farà il punto sugli accordi presi a Parigi durante la COP 21, tenutasi nel 2015. In quell’occasione si era fissato come obiettivo comune quello di mantenere l’aumento di temperatura globale media inferiore ai due gradi.

"Purtroppo ce la siamo cavata male", commenta il climatologo Luca Mercalli ai microfoni di radio SBS.

"Il 2022 è stato l'anno con le maggiori emissioni di sempre. Stiamo parlando di oltre cinquantaquattro miliardi ci CO2 equivalente", spiega.

Per raggiungere l'obiettivo di non oltrepassare i due gradi di aumento termico alla fine del secocolo che è, specifica Mercalli "il limite di sicurezza soprattutto per le generazioni future", bisognerà accellerare ancora di più per arrivare a tagliare di circa il 50% le emissioni entro il 2030 e portarle a zero entro il 2050.

Il Paese ospitante ha, di volta in volta, la presidenza e quindi anche la responsabilità di portare avanti i negoziati. Nel caso di Dubai sarà il sultano Ahmed Al - Jaber a presiedere la COP e la cosa sta generando molte polemiche considerando che il PIL del Paese è supportato prevalentemente da combusitbili fossili e che il sultano è anche capo dell’azienda petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti.

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