Le COP, Conference of Parties, sanciscono un momento chiave per gli orientamenti climatici del futuro. L’edizione di quest’anno ha aperto i battenti a Dubai lo scorso 30 novembre e andrà avanti fino al prossimo 12 dicembre.
A Dubai fervono i lavori e ci si trova nella delicata fase dei negoziati, alla ricerca di accordi internazionali che possano permettere passi avanti nelle politiche di mitigazione e adattamento al riscaldamento globale.
Finora vi sono state buone notizie, come l’accordo raggiunto in apertura di conferenza sul 'loss and damage fund', da destinare alle nazioni in via di sviluppo, ma anche polemiche circa l’opportunità di svolgere i negoziati in un Paese il cui PIL è sostenuto prevalentemente dal contributo del petrolio.
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Ci troviamo davanti ad una COP28 a due velocità, in un certo senso una molto molto rapida, dove fanno degli sprint inaspettati come appunto il 'loss and damage fund' e la bozza di 'global stocktake', e invece dei giorni in cui c'è un po' più di stallo.Elisa De Pasquale, sustainability strategist consultant
Negli scorsi giorni il sultano Ahmed Al Jaber, che presiede questa edizione, ha dichiarato: “Non c’è nessuna scienza, o scenario, che dica che l’abbandono graduale dei combustibili fossili permetterà di mantenere l’aumento delle temperature entro 1,5 gradi".
Le sue dichiarazioni hanno suscitato un grosso dibattito.
"Vista letteralmente, parola per parola, ha in realtà ragione, nel senso che non abbiamo nessuna garanzia che ci permetta di raggiungere 1,5 gradi", commenta de Pasquale.
"Il problema è che essendoci già una controversia in atto sul podio della COP negli Emirati Arabi ed essendoci una polemica in particolare sulla sua figura e su questo doppio ruolo che ha di CEO di una compagnia petrolifera e di presidente della COP28, le sue dichiarazioni hanno un peso più grande di quelle che avrebbero in un altro contesto", spiega.
Secondo De Pasquale "non bisogna perdere di vista il fatto che stiamo parlando di una conferenza diplomatica".
Ci sono dei negoziati in atto e la priorità dovrebbe essere facilitare i negoziati, sostiene De Pasquale.
"Siamo ancora lontani dal raggiungere l'obiettivo fissato a Parigi di mantenere la temperatura sotto i due gradi, ed è per questo che resta essenziale rimanere concentrati sulle possibili soluzioni", aggiunge.
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