Si terranno oggi le primarie repubblicane in New Hampshire, seconda tappa della corsa che determinerà il candidato del Grand Old Party alle presidenziali di novembre.
All'indomani del voto in Iowa, che ha di fatto sancito l'inizio della corsa, si è ritirato il governatore della Florida Ron De Santis.
Colui che era stato investito del titolo di alfiere della nuova era repubblicana ha ammesso che contro Trump non può esserci partita, e si è accodato proprio al tycoon, da lui stesso criticatissimo in passato.
A contendere il ruolo di candidato repubblicano alle presidenziali di novembre sarà quindi Nikki Haley, nativa della South Carolina ed ex ambasciatrice statunitense presso l'ONU proprio durante la reggenza Trump.
Haley ha lavorato con Trump, ed è sicura che Trump la temeGiampiero Gramaglia
"Trump non soltanto resiste - afferma il giornalista ex direttore dell'Ansa Giampiero Gramaglia - ma rilancia. La sua presa sull'elettorato sembra essere più forte che mai. Il voto in New Hampshire darà una valida indicazione sul destino dei voti di De Santis, molti dei quali erano voti puramente anti-Trump".
Haley si pone come portabandiera della sobrietà e della moderazione, mettendo sul tavolo la sua esperienza in campo di politica internazionale, contrapponendosi all'esuberanza - anche fisica - di Trump.
"Trump ha 77 anni, Biden 81. Da ambo le parti gli elettori si chiedono se questo fattore possa influire, e la Haley, in casa GOP, sta toccando proprio questo tasto", spiega Gramaglia.
A suo parere, però, al momento Trump sembra in pieno controllo, anche se nei prossimi giorni sarà impegnato in uno dei suoi processi, che potrebbero avere un impatto negativo sulla sua campagna, "anche se questo fino ad oggi non è ancora successo", enfatizza Gramaglia.
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