Una nuova ricerca del Tackling Hate Lab prova a capire cosa alimenta l’odio verso la comunità aborigena, analizzando oltre tre milioni di post e contenuti pubblicati dal referendum sulla Voce aborigena in parlamento del 2023 alle manifestazioni “March for Australia” del 2025.
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Un'inchiesta parlamentare federale sta attualmente ponendosi una domanda difficile: cosa sta alimentando il razzismo, l'odio e la violenza nei confronti degli aborigeni e degli abitanti delle isole dello Stretto di Torres, e quale ruolo svolge Internet?
L'inchiesta fa seguito a diversi episodi di violenza, tra cui l'attacco al Camp Sovereignty di Melbourne nell'agosto 2025 e il presunto tentativo di attentato dinamitardo durante una manifestazione per l'Invasion Day a Perth.
Ora una nuova ricerca del Tackling Hate Lab prova a dare una risposta, dopo aver analizzato oltre tre milioni di post e notizie riguardanti il referendum sulla Voce aborigena in parlamento del 2023, l’Anzac Day del 2025, quando un gruppo di contestatori è stato accusato di aver interrotto con fischi e urla una cerimonia di “Welcome to Country” e le cosiddette manifestazioni “March for Australia” del 2025.
A dirigere i lavori, il co-direttore del Tackling Hate Lab associato alla Deakin University Matteo Vergani.
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