La SVB con sede a Santa Clara, in California, è la 18esima banca più grande degli Stati Uniti e si rivolge principalmente alle startup tecnologiche e ai ricchi imprenditori della Silicon Valley.
Il crollo è arrivato meno di 48 ore dopo che la banca ha rivelato piani per raccogliere oltre 2 miliardi di dollari dagli investitori per contrastare 1,8 miliardi di perdite dalla vendita di obbligazioni che sono state liquidate per coprire il disavanzo.
“In un momento di bassi tassi d’interesse questa banca americana che è uno dei principali fornitori finanziati per le imprese tecnologiche ha investito in Buoni del Tesoro americano," ha spiegato Tani.
"Nel momento in cui clienti e operatori finanziari hanno visto che questa banca aveva perdite, non ce la faceva a pagare i conti che doveva pagare e che cercava nuovi soldi hanno detto: 'Andiamo alla banca e ritiriamo i soldi che abbiamo", ha aggiunto.
La banca è stata chiusa e la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) ha immediatamente preso il controllo dei fondi.
Il fallimento di SVB si è propagato su tutti i mercati globali e ha sollevato molti timori sull’ipotesi che il settore bancario debba affrontare rischi più ampi mentre la Federal Reserve continua ad aumentare i tassi di interesse.
A poche ore di distanza, così, anche Signature Bank è fallita dopo aver perso quasi 18 miliardi di depositi in poche ore.
Le speculazioni si sono poi abbattute su un'altra banca, First Republic Bank, che è arrivata a perdere oltre il 60% a Wall Street.
Il contagio toccherà le coste australiane?
Occorrerà del tempo per capire qual’è la dimensione del problema.Massimiliano Tani, Professore di Finanza della UNSW di Canberra
Questa potrebbe essere la scusa che l’RBA aspettava per smettere di alzare i tassi d’interesse?
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