In evidenza
- Il 16 settembre 2022 Mahsa Amini è deceduta in circostanze sospette
- Amnesty International ha chiesto l'apertura di un'indagine sulla sua morte
- Le proteste per la morte della giovane sono giunte alla quarta settimana
Un canale televisivo statale iraniano è stato hackerato da un gruppo che appoggia le proteste scatenate dalla morte di Mahsa Amini, facendo comparire per pochi secondi durante un notiziario un'immagine della Guida Suprema Ali Khamenei circondata dalle fiamme.
Il sangue dei nostri giovani sgocciola dalle vostre ditaAdat e-Ali
L'attacco informatico, durato pochi secondi, è stato rivendicato da un gruppo che si fa chiamare Adalat-e Ali (La Giustizia di Ali) e che sostiene il movimento di protesta, il più grande in Iran dopo le proteste contro l'aumento del prezzo della benzina nel 2019.
La protesta è iniziata lo scorso 17 settembre, dopo la morte 24 ore prima della 22enne Mahsa Amini, arrestata dalla polizia morale iraniana per non aver coperto i capelli in modo giudicato appropriato.
Il corrispondente dal Medio Oriente per il Manifesto Michele Giorgio racconta a SBS Italian i dettagli dell'azione di hackeraggio e come la protesta si sia estesa a diverse classi sociali in Iran.
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